È terminato lo sciame sismico che ha tocca l’apice con due scosse di 3.9 e poi almeno altre 400. Ora siamo in un’altra fase con scosse di intensità minore come quelle registrate dai sismografi alle 18.13 di magnitudo 2.1 ad una profondità di 2.3 km. Entrambe hanno avuto epicentro all’interno della solfatara, vicino la zona di via Pisciarelli. Sisma che segue altre due di magnitudo 1.9, 1.6 e 1.3.
Nel corso del Consiglio comunale di Napoli ha preso la parola l’assessore con delega alla Protezione civile del Comune di Napoli, Edoardo Cosenza, con una informativa per rappresentare all’aula il quadro relativo allo sciame sismico in corso dallo scorso sabato.
“Sulla base dei dati scientifici, dobbiamo tener conto che, ad oggi, con lo sciame sismico in corso, abbiamo registrato un innalzamento di scarsi 1,4 metri e, se anche volessimo considerare tutti gli innalzamenti registrati negli ultimi anni, non superiamo i 4 metri complessivi di innalzamento del suolo. Siamo quindi ben lontani dallo scenario che nel 1538 provocò l’eruzione”.

Un’analisi quella dell’assessore confortata da perizie e pareri di esperti. Nei giorni scorsi anche il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi aveva rassicurato la popolazione spiegando tutto ciò che si sta realizzando per quanto riguarda una ipotesi molto remoto di eruzione.
“I piani di evacuazione sono legati all’ipotesi eruttiva da cui siamo lontanissimi, non c’è alcun precursore che indichi al momento una possibile evoluzione in quella direzione. Si tratta di gestire l’emergenza legata essenzialmente alla paura” – evidenzia Manfredi, in relazione alle scosse nei Campi flegrei.

“Si sta lavorando con grande attenzione sotto il coordinamento della Prefettura dove c’è il Comitato operativo permanentemente convocato in Prefettura e tutti i tecnici sono operativi” – sottolinea il primo cittadino di Napoli.
“Noi stiamo monitorando con grande attenzione tutte le strutture. Abbiamo gli accelerometri, stiamo facendo ispezioni continue. Non ci sono motivi di allarme per la sicurezza strutturale. Mi rendo conto che per i cittadini è uno stress, ma purtroppo dobbiamo convivere con il fenomeno che esiste da secoli” – conclude Manfredi -.















































































































































































