Agguato nel cuore del quartiere Fuorigrotta. Non lontano dalla centrale e frequentatissima area del piazzale Tecchio, a poche decine di metri dalla stazione della metropolitana e dallo stadio Maradona. Sembra che abbia agito una solo persona. Il killer, in sella a una moto di grossa cilindrata, si è avvicinato a un’auto in sosta in seconda fila nei pressi di un noto bar dove abitualmente si conclude la movida della notte con il rito del cornetto e cappuccino.
La moto si è avvicinata all’auto, il sicario dopo aver estratto la pistola, a distanza ravvicinata, ha fatto fuoco per cinque volte. Nel mirino sono finite due persone. A perdere la vita è stato Pasquale D’Anna, 34 anni, con diversi precedenti mentre il ferito è Massimo Aragiusto, 40 anni. Entrambi sono stati soccorsi e accompagnati al pronto soccorso dell’ospedale San Paolo dove D’Anna nonostante gli sforzi dei medici è spirato poco dopo l’arrivo mentre Aragiusto è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico. L’agguato è scattato poco dopo le ore 6 e 40.

Il killer quasi sicuramente seguiva da tempo l’auto. Quando il veicolo si è fermato è scattato l’agguato. Il sicario ha agito con sicurezza e determinazione. Mano ferma e i colpi sparati in rapida successione sono andati tutti a segno. Il primo colpo ha mandato in frantumi un vetro del finestrino dell’auto. D’Anna che era alla guida forse in un tentativo disperato di scappare è finito contro due scooter in sosta. Sul posto sono giunti i carabinieri che hanno delineato la zona dell’agguato e con la scientifica hanno raccolto ogni elemento utile alle indagini. Si lavora anche sulle immagini delle videocamere. Un fatto gravissimo l’agguato di stamane.

Le due vittime sono originarie del quartiere Pianura. Proprio in questi minuti si sta tentando di comprendere e leggere l’agguato. Le prime ipotesi investigative puntano a una risposta al tentato omicidio di Luca C., 20 anni, avvenuto la sera del 13 febbraio scorso in via Cumana a Fuorigrotta. Il giovane originario di Secondigliano, frequentava soprattutto la zona di Bagnoli e alcuni mesi fa nel corso di un controllo della polizia fu fermato in compagnia di un giovane emergente dei Troncone, clan che fa capo a Vitale Troncone, boss del gruppo autoctono contrario a qualsiasi invasione del territorio da parte di altri gruppi criminali.
Il quartiere è infatti è sotto l’attenzione di gruppi emergenti e clan storici provenienti dal Rione Traiano, da Soccavo e Pianura. Obiettivo: la conquista di spazi nel territorio bagnolese, appetibile per la presenza di diversi locali notturni collegati alla movida e legate al commercio. Dunque, dopo qualche mese di tregua apparente, la faida di Napoli Ovest torna a fare paura.















































































































































































