Scatta il sequestro preventivo giudiziario dello Sferisterio in via Fuorigrotta e Salita Brigata Bologna nel quartiere Fuorigrotta a Napoli. Sono stati i carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Napoli a porre i sigilli all’immobile e all’area circostante.
Prima di operare alla recinzione del fabbricato con il nastro bianco e rosso e apporre i cartelli del sequestro sono dovuti intervenire una pattuglia della polizia municipale che ha dovuto liberare l’ingresso dello Sferisterio. Lo spazio dove è ubicato il cancello della struttura era infatti occupato da una serie di autovetture in sosta vietata che impedivano nei fatti l’accesso.
Sono intervenuti i carri attrezzo che hanno portato via i veicoli e così consentire ai carabinieri dl Nucleo tutela patrimonio culturale di Napoli nel poter entrare nell’immobile, constatare i luoghi e poi procedere con il sequestro preventivo ordinato dal Gip del Tribunale di Napoli.

L’anno scorso, il 12 marzo 2024, il sindaco Gaetano Manfredi intervenne con un’ordinanza, in pratica, un provvedimento a tutela della pubblica incolumità.
“A seguito di accertamento tecnico eseguito presso l’immobile sito in piazza Italia n°13 – si legge nel dispositivo – è risultato quanto segue: stato di degrado dello Sferisterio, sito in piazza Italia n.13, inerente il rischio segnalato per la pubblica incolumità, dovuta al pericolo di distacco e caduta di elementi murari sulla sottostante strada”.
E, ancora: “Allo stato i dissesti rilevati costituiscono potenziali pericoli che minacciano l’incolumità pubblica e, pertanto, l’urgenza di provvedere a eseguire i relativi accertamenti con le eventuali opere provvisionali di messa in sicurezza al fine di eliminare ogni pericolo per la tutela di incolumità delle persone e integrità dei beni”.
Da qui, l’ordinanza: “A scopo cautelativo di non praticare e far praticare ‘ad horas’ le aree sottostanti le facciate dell’immobile, nonché le aree esposte a rischio, mediante la sistemazione di idonei transennamenti per l’interdizione delle zone costituenti pericolo per l’incolumità delle persone oppure la manutenzione in stato di efficienza e/o la sostituzione delle delimitazioni provvisoriamente già installate dagli enti competenti”
“A eseguire immediatamente senza alcun indugio tutte le misure necessarie per garantire l’incolumità delle persone e l’integrità dei beni da temuti crolli/cedimenti della struttura stessa, mediante l’esecuzione dei relativi accertamenti tecnici di tutte le facciate prospicienti le aree di pubblico passaggio con le eventuali opere di messa in sicurezza dei luoghi, in ottemperanza al Regolamento edilizio, e di quanto ritenuto necessario per rimuovere lo stato di pericolo”.

Un provvedimento che però – pare che nei fatti non abbia originato nei mesi alcuna attività di recupero e di messa in sicurezza. Ricordiamo che lo Sferisterio Partenopeo fu costruito tra gli anni ’40 e ’50 e ospitò incontri nazionali ed internazionali di pelota basca e di ping pong tamburello.
Divenne un punto di riferimento non solo nazionale per questo tipo di sport. Con il sisma del 23 novembre del 1980 subì dei danni che non misero a repentaglio l’agibilità. Ci furono due attentati riconducibili alla camorra. Il primo il 3 gennaio 1982 esplose una bomba dinanzi l’ingresso principale.
Mentre la notte del 31 dicembre del 1986 fu appiccato un incendio che distrusse quasi totalmente la struttura. Tanti i progetti di rilancio ma pochi fatti. Addirittura nel 1999 la Soprintendenza per i beni culturali ed artistici di Napoli ha posto sulla struttura la propria tutela.
L’epilogo stamane con l’ordinanza del GIP del Tribunale di Napoli che ha disposto da parte del Nucleo carabinieri tutela patrimonio culturale di Napoli il sequestro preventivo dell’immobile e dell’area, un monumento che anche a seguito del fenomeno del bradisismo e delle frequenti scosse rischia di minacciare l’incolumità pubblica.















































































































































































