Pizzo sulle attività commerciali e perfino sulle bancarelle dei fuochi d’artificio oltre ai soldi anche fuochi gratis. Il clan che fa capo al boss Vitale Troncone imponeva la sua legge nelle nelle strade del quartiere Fuorigrotta. Alla vigilia di Capodanno tutti dovevano pagare l’obolo per garantirsi la tranquillità. Il regalino, un pensierino che oscillava dai 150 ai 200 euro da versare agli guaglioni. Per incutere terrore ai commercianti il clan organizzava delle ronde con affiliati con le armi messe in bella evidenza. In sella a potenti scooter percorreva via Leopardi, via Lepanto, viale Augusto, le strade ad alta concentrazioni di attività commerciali, per far capire il messaggio: “Qui comandiamo noi, dovete pagare e basta. Così evitate guai”.
Il “qui comandiamo noi” sembra una vera ossessione per il clan Troncone, gruppo criminale autoctono, di Fuorigrotta. Quartiere che è finito nelle mire di molti clan e in articolare di gruppi emergenti di giovanissimi.
Insomma, bar e ristoranti; negozi di alimentari, abbigliamento e perfino le bancarelle di fuochi d’artificio dovevano sborsare la gabella al clan Troncone capeggiato dal ras Vitale Troncone, già arrestato alcuni mesi fa per un’analoga vicenda – un giro di estorsioni ai danni dei venditori di gadget del Napoli – per la quale è stato già condannato in primo grado. È quanto emerge dalle indagini che all’alba di oggi ha portato i carabinieri della compagnia di Bagnoli all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Dda partenopea a carico di sei persone, tutte ritenute legate al clan ormai egemone in zona: quello che fa capo a Vitale Troncone.

In manette sono finite Valerio Andrea Guerra, Giuseppe Marco Scala, Antonio De Monte, Antonio Trito, Mattia Maiorino e soprattutto Alfredo Graziano, 41 anni, ritenuto dagli inquirenti il reggente della organizzazione malavitosa. Dalla dalla Procura di Napoli spiegano che i delitti accertati sarebbero stati commessi in danno di venditori ambulanti di fuochi d’artificio dai quali gli indagati avrebbero preteso il pagamento di somme di danaro – le richieste erano tra i 150 e i 200 euro – per consentire loro di proseguire l’attività di vendita.
In alcuni casi, viene precisato, “le richieste estorsive sarebbero state precedute da transiti in motociclo, a scopo intimidatorio, dinanzi alle bancarelle, mostrando il possesso di armi”. Sono le telecamere delle forze dell’ordine poste lungo le strade battute dagli estorsori a dare la conferma agli inquirenti. In modo particolare il 31 dicembre, dove gli investigatori registrato un continuo via vai in scooter degli emissari del clan Troncone che passano in rassegna tutte le attività commerciali di via Leopardi. Visionate le immagini, sono quindi partiti anche i primi interrogatori delle persone offese che nella maggior parte dei casi hanno dovuto ammettere la richiesta di denaro sollecitato dai guaglioni dei Troncone.

Ecco la storia di Ernesto Colella, noto influencer e proprietario di “Napoli World”, un negozio ubicato in via Leopardi costretto a versare al clan 150 euro per non incorrere in ulteriori «problemi». Ascoltato dai militari dell’Arma, il commerciante-influencer, non senza una certa ritrosia nel riconoscere i responsabili, ha spiegato: “Si vociferava che bisognava fare un “regalo” a persone che sarebbero successivamente venute a ritirarlo. Una piccola somma di denaro, pari a circa 150 o 200 euro. Se ne parlava tra di noi che avevamo le bancarelle”.
Colella ha spiegato ai carabinieri: “Non ricordo bene, perché ero impegnato a fare una live su TikTok. Non ricordo il giorno preciso, ma pochi giorno dopo, un mio collaboratore mi faceva segno a gesti, mentre io ero impegnato col cellulare, che aveva bisogno di 150 euro per darli a quelli là, senza dirmi a chi. Quando queste persone sono venute a ritirare i soldi ero all’interno del negozio, ero impegnato in una live, quindi non ho prestato attenzione e non ho visto chi fossero”.














































































































































































