Sono state liberate le salme dei tre operai Vincenzo Del Grosso, 54 anni, di Napoli, di Ciro Pierro, 62 anni e di Luigi Romano, 67 anni, di Calvizzano e Arzano, morti venerdì scorso mentre si trovavano su di un cestello elevatore. U volo di oltre 20 metri che li ha fatti cadere con violenza al suolo. Un impatto mortale.
Come ha accertato la Procura della Repubblica di Napoli tre operai di cui due a nero non avevano alcuna protezione. Niente cinture, niente barriere di protezione, nessun tipo di imbragatura. L’incidente è avvenuto in via Domenico Fontana al Rione Alto, i tre manovali stavano salendo sul lastrico solare per il suo rifacimento.
Gli indagati sono due imprenditori, l’ amministratore del condominio in cui si stavano effettuando i lavori e il responsabile della sicurezza del cantiere. Nei prossimi giorni i magistrati avvieranno accertamenti tecnici sul montacarichi per comprendere la causa dell’incidente. Intanto, non si placano le polemiche rispetto alla ditta vincitrice dell’appalto per la ristrutturazione dell’edificio.

Si è scoperto che il titolare della ditta edile per la quale lavoravano i tre operai deceduti già in passato fu condannato a fine 2022 fu condannato a sei mesi in primo grado pr lesioni personali colpose. L’operaio Giuseppe Iaquinangelo, cadde dal sesto piano in via Iannelli mentre lavorava a tinteggiare la facciata di un edificio. Anche in quel caso nessun rispetto per le norme di sicurezza sul cantiere. Il titolare, poi nel 2023 è stato prescritto in appello, ma la ditta non ha mai risarcito il danno.
“La ditta coinvolta non è nuova a episodi simili – racconta la legale di Giuseppe Iaquinangelo – il mio assistito cadde dal sesto piano in via Iannelli mentre lavorava per la stessa impresa. Il titolare fu condannato a sei mesi in primo grado, poi prescritto in appello, ma la ditta non ha mai risarcito il danno. E’ giusto far emergere queste gravi recidive, il mio assistito oggi vive sulla sedia a rotelle. Se l’ispettorato avesse tenuto sotto controllo la ditta, forse i tre morti di ieri non ci sarebbero stati” – denuncia l’avvocato Giovanna Iodice -.















































































































































































