Niente candidatura alle regionali. De Magistris si tira fuori: “Farò il sindaco di Napoli fino al 2021”

Una candidatura per le regionali 2020 in Campania? “Farò il sindaco fino al 2021”. Risponde così Luigi de Magistris, sindaco di Napoli, ai microfoni di Rai Radio 1, nel corso della trasmissione Centocittà.

“Sto lavorando per una coalizione civica regionale, un campo largo alternativo – dice – Una candidatura forte che sia alternativa a De Luca da una parte, all’estremismo di Salvini dall’altra». «Da quello che vedo – afferma – vorrei portare a compimento il mio mandato di sindaco, la città lo merita».

Il sindaco, in merito a una ipotetica alleanza civica anche con i Cinque Stelle, ricorda: “Sono sempre stato disponibile al dialogo anche in vista delle regionali, delle prossime scadenze”.

“Del resto i partiti sono in grande affanno – aggiunge – Quella napoletana è una esperienza civica, fatta di movimenti, associazioni, reti civiche e cittadini, un modello vincente” – aggiunge -.

“Io non ho alle spalle alcun partito né apparato, eppure non sono isolato – sottolinea – Se sei isolato, a Napoli non governi otto anni, si è creata evidentemente una connessione con la gente che si è presa cura della città, si è investito”.

Intanto, sull’inchiesta ‘Why not’ tolta a de Magistris quando ancora indossava la toga di magistrato, la Corte di Cassazione mette un punto definitivo alla lunga e complessa vicenda giudiziaria.

La sesta sezione penale della Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza della Corte d’Appello di Salerno che aveva dichiarato il non doversi procedere per intervenuta prescrizione per i reati di abuso d’ufficio contestati all’ex procuratore aggiunto di Catanzaro, Salvatore Murone (difeso da Mario Murone), e all’avvocato generale Dolcino Favi (difeso da Francesco Favi), i quali avevano adottato provvedimenti atti a sollevare dalle indagini “Why Not” e “Poseidone” l’ex pm Luigi De Magistris, adesso sindaco di Napoli.

L’annullamento senza rinvio comporta la piena efficacia della sentenza di primo grado del Tribunale di Salerno che aveva assolto i magistrati catanzaresi legittimando i provvedimenti adottati.

Genny Attira

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