Il brutto presagio si aggira per le stanze di Palazzo Chigi

Il freno a mano è stato tirato. C’è quasi un timore o peggio il presagio che si metteranno male le elezioni in Emilia Romagna e Reggio Calabria non appena le urne domani sera saranno chiuse.

Le dichiarazioni degli esponenti della maggioranza e dei vertici delle istituzioni si sono incupite.

I sondaggi segreti non raccontano buone notizie, anzi. Potrebbe essere un tsunami, un terremoto, uno schiaffo fortissimo con l’Italia che drammaticamente svolta.

L’ansia viene fuori e diventa con il trascorrere delle ore paura.

Il Governo rischia. E ripetersi ossessivamente per autorassicurarsi “Avanti comunque vada” non basta a scaricare le tensioni.

Se il presagio si trasformasse in realtà sarebbe tutto più difficile, complicato e in salita.

La vigilia tiene tutti con il fiato in sospeso: Giuseppe Conte, non cambierà la sua linea neppure di un millimetro.

È deciso e lo ha già confidato ai suoi più stretti collaboratori: in caso di sconfitta si va avanti.

Il problema è capire se ci sarà in ogni caso di sconfitta oppure vittoria la maggioranza.

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