Coronavirus, scoppia la rivolta nelle carceri: trasferiti 60 detenuti da Modena mentre a Napoli tetti occupati e blocchi stradali

Il tam tam e la rivolta è scoppiata nelle carceri italiane. Lo stop ai colloqui per timore che l’epidemia da Coronavirus potesse attecchire nei penitenziari è stata l’occasione per innescare una rivolta che dal carcere di Fondi a Salerno si è estesa in tutta Italia.

E nella Casa Circondariale di Modena è andata in scena una vera e propria rivolta con i detenuti che si sono impossessati di interi padiglioni e sono saliti sui tetti della struttura pentenziaria armati di spranghe. E nel corso della sommossa è morto un detenuto.

Sulla dinamica e i motivi del decesso sono in corso le indagini. Solo poche ore fa la rivota nel carcere modenese è stata sedata e sono stati trasferiti 70/80 detenuti in altre carceri, ovvero quelli che erano riusciti a raggiungere il cortile, per tentare di evadere. Gli altri sono ancora barricati dentro.

“Si sta valutando – dice il segretario del sindacato Giovanni Battista Durante del Sappe – come e quando intervenire per ripristinare la legalità, all’interno di un carcere che, da quanto ci viene riferito, è ormai completamente distrutto. Sembra sia stato addirittura incendiato anche l’ufficio matricola, dove sono custoditi i fascicoli dei detenuti”.

A Napoli, invece, i detenuti del carcere di Poggioreale sono saliti sui tetti mentre i familiari hanno fermato il traffico e effettuato blocchi stradali.

Le forze dell’ordine in assetto antisommossa hanno cinto la Casa circondariale e creato una barriera. La tensione è fortissima e c’è il serio rischio che la rivolta possa degenerare

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