La Beneduce fa i bagagli, lascia FI e sale sull’autobus guidato da De Luca. Il suo nome citato nell’ordinanza Sant’Antimo: cercò voti al clan Puca per il Senato. È sotto processo per voto di scambio con Cesaro padre e figlio

Flora Beneduce lascia Forza Italia e di corsa fa i bagagli e sale sull’autobus guidato da Vincenzo De Luca, presidente della Regione Campania e candidato alla sua stessa successione .

Eletta 5 anni fa con il partito di Luigi Cesaro trasloca perché ha “apprezzato” il lavoro di De Luca nella gestione della emergenza Covid-19.

“Parlo da medico prima ancora che da esponente delle istituzioni regionali – dice – A De Luca non ho mai fatto mancare critiche, di merito e mai demagogiche, in questi anni di opposizione”.

“Ma non posso non riconoscere che ha lavorato incessantemente per proteggere la Campania dalla avanzata della pandemia”. E di De Luca spiega di aver apprezzato anche il Piano socio economico che è andato a “sopperire carenze del Governo”.

Poi l’affondo al suo ormai ex partito, “esploso in Campania”. “Da mesi – lamenta – segnalo, inascoltata, l’inopportunità di spostare l’asse del centrodestra verso posizioni populiste e sovraniste”.

“Mentre sul piano nazionale riconosco che Silvio Berlusconi ha provato a resistere a questo andazzo, in Campania il centrodestra è letteralmente esploso”.

La Beneduce, che è sotto processo insieme al deputato Luigi Cesaro e il figlio di quest’ultimo, Armando, capogruppo di Forza Italia alla Regione Campania con l’accusa di voto di scambio, a breve in una conferenza stampa annuncerà la sua ricandidatura nel centro sinistra.

La domanda sorge spontanea : Sarà inserita in qualche lista d’appoggio a De Luca? Cosa diranno le liste alleate? E la discontinuità? Tra l’altro proprio il nome della Beneduce compare nell’ordinanza dell’inchiesta di Sant’Antimo.

La consigliera regionale – scrivono i magistrati – prende parte a una riunione l’8 febbraio di due anni fa. Con lei ci sono Francesco Di Lorenzo, galloppino, esperto nel fare i voti, Luigi Puca, figlio del boss Pasquale, Michele Vergara, già consigliere comunale di Sant’Antimo.

Il giorno seguente, la polizia giudiziaria annota in una intercettazione una conversazione all’interno del mobilificio tra Francesco Di Lorenzo e Corrado Chiariello, quest’ultimo candidato alla carica di Sindaco alle elezioni comunali di Sant’Antimo del 2017 per il centro destra.

Nell’intercettazione Chiariello raccontava di essere stato avvicinato qualche giorno prima da Luigi Cesaro che gli aveva chiesto il sostegno alle elezioni per il Senato per Flora Beneduce, la consigliera regionale che aveva partecipato al summit con Puca e Di Lorenzo il giorno prima.

Il sostegno non ci sarà, la proposta sarà rigettata. Motivo? Ci sono vecchi debiti non saldati in occasione delle comunali del 2017.

Ora la Beneduce ha lasciato Forza Italia e si lancia nello schieramento che sostiene De Luca. A questo punto l’ultima parola pare che debba spettare al capo politico della nascente coalizione con buona pace di chi voleva aprire una leale collaborazione incentrata sulla discontinuità e liste pulite.

Intanto, Domenico De Siano, coordinatore regionale di FI attacca la Beneduce: “Certa cattiva politica ci sta abituando alle falsità e all’ingratitudine di chi dal nostro partito ha saputo solo prendere incarichi e candidature di grande prestigio. Oggi, però, tra le nostre fila c’è chi saluterà questa decisione positivamente: un passo avanti verso lo svecchiamento, il rinnovamento di un partito che apre sempre di più ai giovani, alle nuove energie”.

Arnaldo Capezzuto

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