La storica stazione Bayard trasformata in parcheggio, scatta il sequestro

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La magistratura prova a riscattare dal degrado un pezzo di storia del Sud e d’Italia. La storica stazione Bayard a Napoli , nota come Napoli al Carmine, attivata nel 1839 come capolinea della ferrovia Napoli -Nocera, il cui tratto iniziale, Napoli -Portici, del 1834, costituisce il più antico tronco ferroviario nella storia del Paese, era in stato di forte degrado e in parte era stata trasformata in un parcheggio.

I carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Napoli , su delega del gruppo intersezionale per la tutela penale dei beni Culturali dell’ufficio inquirente partenopeo (procuratori aggiunti Pierpaolo Filippelli e Vincenzo Piscitelli) hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo disposto dal gip napoletano.

Dal 1843 la stazione fu affiancata sul lato Nord da un altro capolinea, quello della ferrovia per Caserta, e le due stazioni venenro collegate da un binario di raccordo. Dopo la concentrazione delle due linee ferroviarie nella nuova stazione di Napoli Centrale (1866), la stazione Bayard, il cui nome era quello della societa’ che e dell’uomo che realizzo’ la prima locomotiva in Italia per un re Borbone, venne declassata a impianto di servizio e l’edificio della stazione destinato a officina deposito della Società per le Strade Ferrate Meridionali, che aveva acquistato dall’ingegner Bayard l’intera ferrovia.

Nel 1930 la struttura venne adibita al Teatro Italia, utilizzata dal Dopolavoro delle Ferrovie dello Stato. Gravemente danneggiata dai bombardamenti del 1943 e in particolare dall’esplosione del 28 marzo 1943 nel porto di Napoli della motonave Caterina Costa, che causo’ il crollo di buona parte dell’edificio, salvo un’ala adibita a sede del Dopolavoro, e poi dal terremoto dell’Irpinia del 1980, anno in cui la proprietà passò’, da allora era nel più completo abbandono.

Oggi è un rudere, in condizioni di forte degrado, con ampie parti della costruzione demolite; della primitiva stazione resta solo una finestra della facciata e alcune strutture interne. A pochi metri dal rudere si trova una lapide che commemora l’arrivo in città di Giuseppe Garibaldi, giunto appunto in treno in citta’ il 7 settembre 1860.

Nel fascicolo aperto dalla procura partenopea, i reati contestati vanno dall’invasione di terreni ed edifici, all’omissione di lavori in edifici che minacciano rovina, alla distruzione, dispersione, deterioramento, deturpamento, imbrattamento ed uso illecito dei beni culturali, nonchè danneggiamento al patrimonio archeologico, storico o artistico nazionale, in relazione allo stato di degrado e protratto abbandono della stazione di interesse storico-architettonico e ai rischi di crollo a causa dell’omissione di interventi di manutenzione.

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