Centotrent’anni fa nasceva Giorgio Ascarelli e non casualmente nello stesso giorno martedì 28 maggio lo storico e tanto altro Nico Pirozzi ha presentato il suo ultimo libro “Ascarelli, una storia italiana” (Edizione dell’Ippogrifo). La conferenza stampa si è svolta presso il Sindacato Giornalisti della Campania (SURC) in Vico Monteleone a Napoli con in concomitanza lo show della premier Giorgia Meloni a Caivano con una singolare autopresentazione quando ha incontrato il presidente della Regione Vincenzo De Luca: “Salve presidente sono la stronza della Meloni”.
Il tempo è quello che è. Il Governo Meloni presente al Parco Verde per l’inaugurazione del nuovo Parco dello sport ‘Pino Daniele’ ma assente ingiustificato alla commemorazione del 50esimo anno della strage di Piazza della Loggia, Brescia. Forse per ragioni di opportunità nessuno si è fatto vedere. Quella strage di matrice terroristico neofascista con collaborazione da parte di membri dello Stato italiano procurò otto morti e 102 feriti.
C’entra anche questo con il recupero della memoria grazie al lavoro certosino di Nico Pirozzi della storia dell’imprenditore ebreo Giorgio Ascarelli. Un filantropo e un industriale del futuro tra i più attivi a Napoli e in Italia e padre della squadra di calcio azzurra, da lui fondata nell’agosto del 1926 come risposta allo strapotere dei club del Nord.

Una rimozione della memoria collettiva anche a seguito della sottoscrizione da parte di Benito Mussolini a capo del regime fascista delle leggi razziali che inaugurarono la caccia agli ebrei e le discriminazioni in Italia: Giorgio Ascarelli ne fu vittima.
A fare gli onori di casa il presidente del SUGC Pietro Treccagnoli con Daniele Coppin Consigliere della Comunità Ebraica di Napoli e Claudio Della Seta, giornalista e coautore assieme al regista argentino Gabriel Sagel, e allo sceneggiatore Gianluca Potenziani del docufilm, non a caso, ‘O Pate (Il padre) un film documentario in preparazione sulla sua figura di Giorgio Ascarelli dopo il ritrovamento, a Buenos Aires, degli unici filmati familiari degli Ascarelli.
Dicevamo un mecenati di religione ebraica, che con decenni d’anticipo misero in pratica quel concetto di “felicità collettiva” che, nell’immediato dopoguerra Adriano Olivetti, adotterà per rivoluzionare l’organizzazione del lavoro in fabbrica.Gli Ascarelli gestivano un’azienda di oltre 350 dipendenti e un fatturato assolutamente invidiabile per l’epoca. Il nome Ascarelli è legato all’Associazione Calcio Napoli, di cui è stato fondatore e primo presidente. Nel 1929 Ascarelli commissionò, a proprie spese, la costruzione di un nuovo campo sportivo, di proprietà privata del club, al Rione Luzzatti. Lo stadio, inaugurato il 23 febbraio 1930, ospitò due partite dei mondiali del 1934 (tra cui la finale per il terzo posto).
Eppure gli Ascarelli, che per circa mezzo secolo hanno interpretato il volto più nobile ed efficiente della città del Vesuvio, sono improvvisamente scomparsi dalla memoria di Napoli. Per quali motivi? Nico Pirozzi, attraverso il consueto metodo di ricerca storica e consultazione di fonti documentali, prova a ricostruirne la storia personale e familiare.Il volume “Ascarelli. Una storia italiana” sarà presentato domani giovedì 30 maggio 2024, alle ore 18:30, presso la sede dell’Istituto di cultura meridionale di via Chiatamone (Palazzo Arlotta)
















































































































































































