È stata annullata la messa di Natale nella chiesa del Parco Verde di Caivano. È la prima volta che avviene una cosa del genere. Don Maurizio Patriciello da decenni si batte per far emancipare un territorio difficile come quello alle porte di Napoli definito la più importante ‘piazza di spaccio’ della Campania.
Le tensioni degli ultimi giorni sono aumentate a seguito degli sfratti eseguiti contro 36 famiglie che occupavano senza titolo abitazioni di edilizia pubblica i cui membri sono coinvolti in indagini penali e processi di una certa gravità. Don Maurizio Patriciello da mesi sottoscorta per le tante minacce ricevute è ritenuto l’artefice della stretta contro la criminalità organizzata di Caivano soprattutto per il suo rapporto diretto con il premier Giorgia Meloni.
È lo stesso sacerdote che oggi spiega al quotidiano Avvenire il motivo di questa scelta: “Ci sarebbe potuto essere qualche incidente. Voglio che nessuno si faccia male, da prete devo tutelare tutti”. Il tutto è legato al clima di tensione instauratosi da un mese, con gli sgomberi delle case occupate abusivamente dalla camorra. La frequenza in chiesa “s’è più che dimezzata”, spiega Patriciello. “Il dolore più grande sono i bambini, tante famiglie non ce li mandano né all’oratorio, né al catechismo”.

Un “Natale molto triste per noi”, dice ad Avvenire don Patriciello. “Trentasei famiglie sono state mandate via dalle case che occupavano abusivamente, in tutto erano duecentocinquanta le famiglie occupanti”. Ma queste trentasei “hanno dovuto lasciare la casa perché avevano problemi con la legge, parliamo di penale”.
E don Maurizio pensa, “da pastore di questa parrocchia così provata, che tutta quanta la comunità risenta di quel che è successo”. “Quest’anno abbiamo fatto la scelta di non mettere né l’uno né gli altri e lasciare tutto così com’è, nulla oltre il presepe – racconta il parroco -. Per sottolineare con uno stile sobrio la nostra comprensione per le difficoltà di coloro che, comunque, hanno dovuto lasciare la casa”.
“C’erano quattordici punti di spaccio, e in un quartiere piccolo come il Parco Verde, le persone, i bambini, le signorinelle, avevano questo fiato puzzolente sul collo dalla mattina alla sera”.














































































































































































