È partito il conto alla rovescia. Il 10 gennaio scade il termine per il Governo di impugnare la legge regionale che consentirebbe al presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca di correre per il terzo mandato. Non c’è ancora l’ufficialità dell’esecutivo ma è scontato che il Consiglio dei ministri con Roberto Calderoli (Affari regionali e Autonomie) e Maria Elisabetta Casellati (Riforme istituzionali e Semplificazione normativa) sia pronto a dare l’ok e la faccenda presto approdi davanti alla Consulta. Congiuntamente l’opposizione in Consiglio regionale ha denunciato anomalie nella votazione della legge e inoltrato al Tar un ricorso urgente.
È fuoco incrociato sul governatore della Campania. Il Pd nazionale da tempo si è sfilato e con la segretaria Elly Schlein ha detto in tutte le salse che il presidente uscente non sarà della partita anzi a breve si avvierà un tavolo di confronto programmatico del centro sinistra per elaborare un programma e cercare la personalità che dovrà guidare la nuova Campania. Insomma, l’impugnativa del Governo guidato da Giorgia Meloni troverebbe convergenze anche a sinistra.
De Luca però forte del sostegno dei suoi portatori di voti ha fatto le spalle larghe e quindi ‘nonostante il Pd’, lui si candiderà contro tutto e tutti. Certezze che però si sono inclinate quando in occasione degli auguri di buon anno il capogruppo Pd in Regione, il potente Mario Casillo, mister 40mila voti, ha fatto sapere che occorrono nuovi protagonismi e un nuovo candidato che dev’essere del Pd e legato al territorio. Uno stop brusco a De Luca ma non solo. È uno stop – soprattutto – al Movimento 5 Stelle che porta in dote Roberto Fico. L’ex presidente della Camera, dopo la modifica dello statuto grillino, oltre i due mandati, potrebbe ricandidarsi e correre per la Regione Campania.
Per ora De Luca ed i suoi fedelissimi restano in silenzio. Occorre ‘governare’ il momento e non ‘disunirsi’. C’è una certezza granitica: se il ‘sistema De Luca’ regge sul nome del presidente uscente, il centro sinistra è candidato probabilmente alla sconfitta sicura che avrebbe ripercussioni anche al Nazareno.
Il numero uno di via Santa Lucia ha compreso che gli slogan del ‘nuovo Pd : basta con le clientele, con i cacicchi e i signori delle tessere sono finti, la verità è che il direttorio della Schlein vuole impossessarsi di quel ‘sistema di potere’ vincente e detronizzare solo De Luca per rafforzare posizioni e correnti interne.
C’è un sentimento di ingratitudine e non riconoscimento del lavoro svolto in questi anni da amministratore che manda su tutte le furie l’ex sceriffo di Salerno al punto da risvegliargli un furore e un impeto giovanile. Vendere cara la pelle al motto: Muoia Sansone con tutti i Filistei.














































































































































































