“L’impugnativa del Governo non cambia nulla, ci difenderemo davanti alla Corte Costituzionale, abbiamo la sensazione che la legge sarà smantellata come è accaduto con l’autonomia differenziata”. Il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca è pronto a combattere. Non si lascia intimidire da Giorgia Meloni e neppure dalla sua stessa parte politica entrambi impegnati a disarcionarlo da via Santa Lucia.
“Andremo avanti in Campania e in italia, condurremo una battaglia di libertà e civiltà. Tenteremo di strappare dall’astensionismo i giovani, non staremo a contemplare nulla. L’alternativa è fra la politica politicante e la concretezza, fra la politica fatta di ipocrisia e quella della verità, proporremo l’alternativa ai cittadini. Siamo contro i signori delle caste che non hanno neppure i voti delle loro mamme, sventolano solo bandiere di partito. Rappresentiamo un altro mondo, vogliamo recuperare i contenuti della politica italiana”.
Nella sala De Santis di Palazzo Santa Lucia rimbomba solo la voce del Governatore della Campania. Il volto è teso, le mascelle serrate, il tono della voce è battagliero. La tensione è forte. Chi pensava o immaginava un De Luca che uscisse di colpo di scena, non conosce bene l’ex sindaco di Salerno.
“Agiamo su di un piano diverso dalla politica politicante, siamo impegnati su cose concrete: La battaglia per le risorse del fondo sviluppo e coesione, la realizzazione di 10 nuovi ospedali, l’autonomia idrica, la costruzione della diga dei Monti Lattari, l’approvazione del piano paesaggistico, fronteggiare le crisi industriali come quella di Stellantis, la costruzione di 170 Case di comunità, la riqualificazione di Piazza Garibaldi e la nuova sede della Regione Campania, il completamento della rete del trasporto pubblico locale. Questi che parlano hanno paura di dare la parola agli elettori questo è il motivo per cui votano alle elezioni la metà degli aventi diritto ciò toglie rappresentanza”.
De Luca è determinato, non tralascia nessun dettaglio e le sue ragioni sono argomentate e non a senso unico. Quando fa il riferimento al candidato alla Regione Liguria l’ex ministro Orlando, dirigente del Pd, non è affatto tenero ed elenca il curriculum zeppo di incarichi e ben 5 legislature alle spalle.
“C’è la totale indifferenza alle persone in carne e ossa e al destino della gente della Campania. Parlano della Campania senza parlare dei problemi dei campani. Nessun interesse per i programmi e il futuro della nostra regione, solo un pretesto per alimentare un mercato politico: ‘Quello a me, quello a te’. Ribadisco è una politica politicante che si sovrappone ai problemi concreti dei territori di cui sono totalmente indifferenti”.
Argomenta e dettaglia il presidente delle Campania facendo emergere le contraddizioni dell’azione di Governo e quindi dimostrando che l’esecutivo usa il potere pubblico per la lotta politica.
“Qui c’è un problema dello Stato di diritto in Italia, la decisione del Governo è ‘contra personam’. Ha ancora senso la scritta che troviamo nei tribunali ‘La legge è uguae per tutti’. E’ una cosa vergognosa di come è stato calpestato questo diritto. Intanto quando si parla del Veneto è inesatto parlare di terzo mandato perchè Zaia adesso lo sta finendo. Piemonte, Veneto, Marche hanno approvato leggi e disposizioni oltre il secondo mandato e non c’è stata impugnazione. Come Campania abbiamo approvato la legge che recepiva la legge del secondo mandato con un elemento di flessibilità per consentire al Governo di completare. Il Governo trovato ineccepibile la legge di Veneto, Piemonte e Marche mentre l’impugna per la Campania”.
“Il tema non è del secondo mandato ma della coerenza della politica ossia un insopportabile ipocrisia del mondo politico del nostro Paese. Non hanno vincolo di mandato deputati, senatori, vice presidenti, sottosegretari, ministri, Presidenti di Repubblica, tutti senza vincoli temporali tranne per De Luca ed i sindaci. Come si spiega questo? Infatti non l’hanno spiegato, si sono maldestramente arrampicati sugli specchi: dicendo che si rischia di trasformare il potere dei presidenti di Regione in un monocratico. Idiozie neppure più il Papa, visti i tempi, detiene il potere monocratico”.














































































































































































