Ci sono le sue risate, i balletti, le battute, gli scherzi, il divertimento spensierato, la stravaganza della giovane età, le mangiate con gli amici, i monologhi – ad esempio al supermercato – inviato da sua madre a fare la spesa: prima l’imbarazzo ma poi la sfrontatezza di chiedere in giro alle signore più anziane informazioni circa la lattuga, l’insalata, i pomodori.

Poi ci sono i dialoghi un po’ surreali e i tanti abbracci, corse, girotondi e ancora le serate in discoteca e l’esultanza in curva nel gridare ‘Forza Napoli’. I pezzi forti sono le feste, le giornate in compagnia di chi ci sta, le passeggiate in scooter e l’intrattenersi fuori al cortile del Liceo ‘Arturo Labriola’ di via Terracina con i compagni di classe dove tra l’altro era rappresentante d’istituto.

Video, immagini con dediche, le foto montate a ripetizione con le canzoni che tanto gli piacevano invadono e rimbalzano da giorni Tiktok, Instagram, Facebook. Poi c’è un capitolo a parte, il basket. Si, perché Domenico Cirillo appena 17 anni, vittima di un terribile incidente stradale nella notte tra il 1 e il 2 febbraio 2025 sul lungomare di Napoli, era davvero un talento della palla a canestro. Bravo, bravissimo. Una promessa delle giovanili del Napoli Basket.

Giocava nella formazione Under 19 della società satellite Napoli Basket Academy. Una star. Ci sono tanti filmati caricati e postati. Chi guardava e ammirava le sue prodezze tecniche, non aveva dubbi: ne sentiremo parlare di lui. Un talento con le sue transizioni e schiacciate al canestro oppure i cambi improvvisi di fronte con passaggi filtranti. Tutti lo conoscevano al campo B del Polifunzionale di Soccavo o al campo della scuola ‘Kennedy’ ma anche in giro dove si pratica questo sport che è sacrificio, rispetto, abnegazione, impegno, educazione.

Però l’impianto che più adorava e frequentava con assiduità era il campetto pubblico di Agnano. Tiri da tre punti, finte e canestri a ripetizione. La gioia, il divertimento, l’esultanza della partitella e le sfide all’ultimo canestro. La petizione per intitolargli proprio il campo di Agnano alla sua memoria, in pochi giorni, ha totalizzando oltre 7200 firme.

Domenico Cirillo era ed è tante cose. Appena 17 anni e attorno tanto, tanto infinito amore. Dopo quasi sette giorni di agonia – preghiere nelle chiese del quartiere di Fuorigrotta – il dramma si è abbattuto. Ha combattuto come un leone, attaccato alla speranza di farcela.

La decisione della famiglia ha rispettato la sua giocosa vita rivolta verso gli altri: l’espianto degli organi va oltre la morte, dona la vita. È l’amore puro. Quel sacrificio di Domenico permetterà ad altre persone di vivere. Una storia che ha commosso e messo addosso tanto dolore. Destino infame.

Domenico con i suoi amici attraversava la strada sulle strisce pedonali all’altezza dello Chalet dei Pini in via Dohrn. È sbucata improvvisa una Mini Cooper guidata da un 19enne, neopatentato che non avrebbe dovuto essere al volante di un’auto con quella cilindrata. Domenico era un paio di passi più avanti, inutile il tentativo di afferrarlo: È stato investito, preso in pieno. Un impatto terribile, brutale. Scaraventato contro il parabrezza e il tettuccio del veicolo. Omicidio stradale.

Domani, giovedì 13 febbraio 2025 alle ore 16.30 presso la chiesa San Vitale di Fuorigrotta si terranno i suoi funerali. Ci saranno le classi del Liceo ‘Arturo Labriola’, sede centrale e succursale, gli insegnanti, il personale scolastico. Ci saranno delegazioni di altre scuole, i rappresentati del Napoli Basket e l’under 19 del Napoli Basket Academy ma anche rappresentanti istituzionali. Tutti abbracceranno la mamma, il papà, la sorella e i familiari di Domenico: la meglio gioventù di Napoli che oggi piange un suo meraviglioso figlio.
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