Non si ferma l’attività sismica nell’Area Flegrea. Due scosse di terremoto si sono registrate alle 15 e 55 e 35 secondi di magnitudo 3.0 e alle 15 e 55 e 11 secondi di magnitudo 3.1 di oggi mercoledì 19 febbraio che seguono altre due scosse verificatesi la scorsa notte. La prima si è verificata alle ore 1.31 di magnitudo 3.1 ad una profondità di 2 km. La seconda è stata registrata alle ore 4.04 ed è stata di magnitudo 3 sempre ad una profondità di 2 km.
Lo sciame sismico iniziato con una certa forza lo scorso sabato 15 febbraio non si ferma e sprigiona una intensità e forza impressionanti che non fa presagire nulla di buono. O quanto meno l’uomo della strada questo percepisce. Quest’aspetto insieme alla frequenza e al sollevamento del suolo sono dati nuovi e non in linea con la storia consolidata del bradisismo nell’area Flegrea. Come ha certificato l’Istituto italiano di Geofisica e vulcanologia l’epicentro resta sempre compreso tra via Pisciarelli e Solfatara.

Scosse avvertite nitidamente dalla popolazione di Pozzuoli, Bacoli, Quarto e dei quartieri occidentali di Napoli. Questo dipende dalla profondità dell’evento. È chiaro che eventi con profondità superficiale avranno un impatto più forte a parità di magnitudo.
A Pozzuoli ma anche ad Agnano sono decine le persone che preferiscono dormire in auto sul lungomare o sulle brande del punto di accoglienza allestito al Palatrincone di Monteruscello. Dopo due giorni di chiusura le scuole hanno comunque riaperto oggi a Pozzuoli. In due giorni il suolo si è sollevato di un centimetro, l’equivalente di quello che è il sollevamento in un mese. La situazione resta di allerta gialla.
Intanto, ieri pomeriggio centinaia i cittadini dei Campi Flegrei hanno partecipato all’incontro organizzato dal comune di Pozzuoli.Un incontro nato per permettere ai cittadini, provati da uno sciame sismico di tre giorni, di confrontarsi con il capo della Protezione Civile Fabio Ciciliano, gli esperti dell’Ingv e i sindaci per informare la popolazione dello sciame sismico che da sabato sta interessando il territorio.
La riunione si è tenuta presso la sede della Protezione Civile di Monteruscello, i posti erano insufficiente vista la partecipazione tanto da far allestire all’esterno della struttura un maxischermo per consentire a centinaia di persone di seguire gli interventi. Vi hanno preso parte i primi cittadini di Pozzuoli, Luigi Manzoni, Napoli, Gaetano Manfredi, e Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione ed il prefetto del capoluogo Michele Di Bari.

Molte le domande, gli interrogativi della gente fino a raggiungere un momento di tensione con un abitante di Pozzuoli che chiedeva cosa avrebbe fatto la Protezione civile nel caso di una scossa di magnitudo più alta di quelle che si stanno registrando in questi giorni. La risposta choc è del capo della Protezione civile nazionale, Fabio Ciciliano che sbotta : “Che vuol dire se arriva una scossa di quinto grado cosa fate? Con una scossa di quinto grado cadono i palazzi e conto i morti. Funziona così”.
Disorientamento, preoccupazione, rabbia tra i partecipanti alle parole del numero uno della Protezione civile che poi ha sottolineato: “Ci sono state oltre 500 scosse di cui almeno cinque particolarmente importanti e molto percepite. Fanno parte della natura geologica di queste terre, sono fenomeni che esistono da migliaia di anni e che rimarranno presenti qui per altre migliaia di anni. Bisogna convivere con la realtà geologica del territorio, è una cosa ineludibile. Se qualcuno vuole evitare di sentire le scosse semplicemente deve andare via da questa zona. Serve oggi un ragionamento di maturità”.

“L’aumento al livello arancione -spiega il capo della Protezione Civile – è nelle prerogative della Commissione Grandi Rischi ma in questo momento non c’è alcuna indicazione che possa far crescere l’allerta, è escluso che il magma stia risalendo ed è di tutta evidenza però che queste scosse sono indice di una attività geotermica che può essere legata anche ai fluidi, cioè quando il magma va ad impattare con l’acqua determina una produzione di pressione e quindi una situazione di questo genere. Ma non c’è nessuna alterazione registrata, al momento, degli indici geochimici. I gas che vengono analizzati quotidianamente dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia non mostrano, al momento, nessun tipo di variazione che possa far pensare a una accelerazione del fenomeno”.
E poi aggiunge: “I Campi Flegrei sono una delle aree più monitorate al mondo. Sappiamo in tempo reale quello che accade. Più è superficiale il sisma e più viene avvertito dalla popolazione di ampi territori. Si sente il sisma a Napoli, si percepisce anche lontano. Ma esistono i piani, bisogna applicarli in caso di necessità”.















































































































































































