“Abbiamo a Napoli circa 200 beni confiscati, che rappresentano un ciclo importante del lavoro dei magistrati, delle forze di polizia, ma la parte più importante, per essere coerente con i principi, è quella di destinare il bene al miglior utilizzo sociale”.
Lo dice l’assessore alla Polizia Municipale e Legalità del Comune di Napoli, Antonio De Iesu che ha organizzato oggi insieme all’Anci il seminario sul tema “Beni confiscati alla criminalità organizzata: opportunità e limiti dell’attuale quadro normativo”.
Un approfondimento su come fare passi avanti sul tema nelle settimane in cui “l’amministrazione comunale – spiega De Iesu – oggi sta elaborando con attenzione, un regolamento sul tema dei beni confiscati, perché il Comune di Napoli oggi ha delle linee guida in cui sono stabilite regole sulla durata, sulle associazioni che possono prendere in carico questi beni, però è importante che ci sia anche un regolamento e che venga offerto in valutazione agli eletti del popolo al Consiglio comunale per avere regole stabili e soprattutto condivise”.

Una norma comunale chiara su cui l’amministrazione sta lavorando e prevede di presentare all’approvazione del Consiglio “in due mesi – spiega De Iesu – saremo pronti a presentare il regolamento in cui verrà inserita anche la possibilità, che oggi non è prevista, della messa a reddito di alcuni beni anche per finanziare la manutenzione stessa dei beni confiscati. Su questo lavoriamo anche nel concreto”.
Un percorso che il Comune raggiunge anche con “contributi importanti oggi – spiega De Iesu – di docenti universitari, magistrati, soprattutto per permettere a noi di far funzionare al meglio il ciclo di vita dei beni confiscati. E’ un percorso non semplice: già un grande lavoro viene fatto per arrivare alla confisca ma ancora un grande lavoro successivo per riqualificare questi beni e per destinarli al riuso sociale più adeguato possibile a quelle che sono le esigenze di inclusione sociale, di sostegno alle persone vulnerabili e su questo il Comune di Napoli è particolarmente impegnato.
Abbiamo creato una struttura ad hoc nell’amministrazione perché il tema non è solamente quella di trovare le risorse, riqualificarli e gestirli ma anche verificare che questi beni confiscati vengano gestiti nella loro vita in maniera sostenibile e efficace e soprattutto noi verifichiamo anche i risultati di questo bene, che cosa dà di ritorno, perché il ritorno alla collettività è fondamentale. Se raggiungiamo questo obiettivo diamo dignità a tutto il lavoro delle forze di politica, della magistratura e degli enti locali”.















































































































































































