Martina Carbonaro, la14enne di cui non si avevano notizie dal pomeriggio di lunedì scorso, è stata ritrovata senza vita in un edificio abbandonato annesso all’ex stadio ‘Moccia’ di Afragola. La scoperta del cadavere della 14enne è avvenuta ad opera dei carabinieri della Compagnia di Casoria e dei colleghi di Castello di Cisterna all’interno ieri notte alle due dentro l’ex abitazione del custode.
Le indagini si sono subito dirette sull’ex fidanzato che portato in caserma e interrogato tutta la notte alla fine ha ammesso di essere stato lui ad ucciderla con una pietra. Quando è stato localizzato il corpo senza vita della minorenne sono giunti anche i genitori. Urla, disperazione e rabbia in pochi minuti nei pressi della struttura sportiva si sono radunate molte persone.

Da giorni la piccola cittadina a nord di Napoli aveva il fiato sospeso. Nelle ore successive i carabinieri hanno iniziato ad ascoltare in caserma, alla presenza del pm della Procura di Napoli Nord, l’ex fidanzato di Martina. Alessio T., di 19 anni, che ha ammesso di averla aggredita in un moto d’impeto.
La colpa di Martina è stata quella di averlo lasciato e di non voler tornare con lui. Il giovane l’avrebbe uccisa con il primo oggetto contundente a portata di mano in quella abitazione diroccata: una grossa pietra, che sarebbe stata trovata sul posto insanguinata.
La Procura del Tribunale di Napoli Nord aveva preso ad indagare sul caso di scomparsa, dalla mattinata di ieri, martedì 27 maggio dopo che a denunciare l’allontanamento da casa ai carabinieri era stata la mamma della ragazza nella tarda serata del giorno precedente.















































































































































































