Nel giorno del 42esimo anniversario della strage di Piazza Nicola Amore, 17 luglio 1982, in cui furono massacrati il vice questore Antonio Ammaturo, capo della squadra mobile di Napoli e l’agente Pasquale Paola da un commando delle Brigate Rosse sui social compaiono messaggi che celebrano il boss Raffaele Cutolo, fondatore della Nco, nuova camorra organizzata.
Del massacro di Piazza Nicola Amare si conoscono gli esecutori ma i mandanti veri del duplice omicidio non sono mai stati identificati con chiarezza. Le indagini hanno fatto emergere come dietro l’omicidio di Ammaturo si celi una storia di intrighi legati al rapimento ed al rilascio misterioso del politico Ciro Cirillo rapito dalle BR, una liberazione che vide la partecipazione di Raffaele Cutolo, dei servizi segreti e di personaggi politici.

E nel giorno di questo triste anniversario ‘casualmente’ su tik tok compaiono video e foto del boss Raffele Cutolo, scomparso nel 17 febbario di tre anni fa, con scritte inneggianti alla sua grandezza criminale.
A infiammare i social, in particolare, un post pubblicato su Tik tok con la foto di Cutolo e una sua citazione: “Io ero, sono e resterò per sempre il numero uno in assoluto. Non lo dico io, ma la memoria di chi mi amava, mi ama, e mi amerà per sempre. Il resto non mi ha mai fatto ombra”.

Agghiaccianti i commenti di centinaia di fans: “Onore a Don Raffaele la tua scuola non si dimentica”, “Sempre con te, prima e dopo”, “Rimarrai una leggenda, sei un grande uomo”, “Il tuo destino è tutta colpa dei giornalisti”, “L’unico uomo che faceva rispettare il Sud”, “Per me resta il volto più carismatico senza un velo di tristezza e malinconia”, “Ha fatto anche degli sbagli ma ha fatto anche del bene e qualcuno usufruisce ancora oggi del tuo nome”. “Raffaele ha scritto la storia. È stato un vero ottavionese. Riposi in pace”.
Del resto sulla tomba del boss Raffaele Cutolo al cimitero di Ottaviano ogni giorno c’è chi non fa mancare fiori freschi e qualche biglietto di ammirazione per la sua coerenza di non aver mai collaborato con lo Stato e la giustizia e aver passato tutta la vita in carcere al 41bis.
















































































































































































