“Ma che Europa è. L’ Europa che si vuole riarmare per difendere la democrazia e vieta di discuterne in Parlamento calpestando così la democrazia”.
È il discorso teso, indignato, preoccupato di un eurodeputato del gruppo Pd che in Europa aderiscono ai S&D. Faccia alla telecamera, mimica e voce drammatica, da attore consumato, e giù critiche alla presidente Von Der Leyen della Commissione Europa. Spendere 800 miliardi per riarmare l’Europa? Assurdo.
E poi dare appuntamento il 15 marzo a piazza del Popolo per la manifestazione ‘Una piazza per l’Europa – Tante città, un’unica voce’.
Sgrossando il velo di ipocrisia e retorica c’è da ricordare che proprio gli eletti del PD del gruppo S&D in Europa, salvando la pace dei due indipendenti Cecilia Strada e Marco Tarquinio, hanno sempre votato con la Destra Destra di Giorgia Meloni e i fascinazisti di mezza Europa.
Dall’elezione del commissario Fitto passando per il ‘si’ alla seconda Commissione a guida Von Der Leyen fino al voto alla direttiva guerrafondaia delle armi pesanti per l’Ucraina hanno sempre e solo detto ‘si’.
L’imbarazzo è tanto al punto che la segretaria Elly Schlein al recente vertice di S&D sembrava non vivere nel mondo reale dimenticandosi di aver avallato con i suoi eletti tutte le scelte insensate fatte in Europa. Ci rendiamo conto? Questi hanno un livello di credibilità pari a zero.
Invece di fare la solita passerella a favore di telecamere, i selfie, le interviste per non dire nulla e alimentare il proprio ego ipertrofico facessero un atto politico vero e serio: Togliere la fiducia alla seconda Commissione guidata da Von Der Leyen e minacciare le dimissioni. Scherzavo, state tranquilli, non avverrà.
















































































































































































