LA PROFEZIA si autoadempie. L’imprenditrice napoletana Marilù Faraone Mennella, moglie dell’ex presidente nazionale di Confindustria Antonio D’Amato,

grande sponsor del sindaco con la bandana arancione Luigi de Magistris si è aggiudicata la realizzazione di un nuovo stadio di calcio a Ponticelli e la ristrutturazione dello stadio San Paolo. Il progetto della società di famiglia la Idis spa prevede un investimento di circa 700 milioni di euro per la costruzione del nuovo impianto da 60mila posti e il recupero dello stadio di Fuorigrotta.

Il boccone più ghiotto è sicuramente a Ponticelli nell’area Est dove la cordata guidata da Faraone Mennella ha già in cantiere le iniziative del consorzio “Naplest”.

A chi contesta modalità e manifestazione d’interesse il sindaco a muso duro attacca: “E’ stata utilizzata una procedura trasparente”.  Anche il patron della squadra del Napoli Aurelio De Laurentis ha sciolto i nodi ed ha raggiunto un accordo di massima  con Palazzo San Giaco.

Ne è passata acqua sotto i ponti da quando l’estate scorsa dal ritiro della squadra azzurra nel corso di un incontro con i tifosi a Dimaro De Laurentis indirizzò accuse pesantissime contro il sindaco che, a suo dire, aveva ottenuto sostegno elettorale da Faraone Mennella e quindi doveva ricambiare con la costruzione del nuovo stadio.

Affermazioni gravi catturate da un cronista del sito “Il Napolista” e poi acquisite dalla Procura della Repubblica. La pace sembra fatta. Gli equivoci sono stati chiariti. Adesso si guarda al futuro: lo stadio San Paolo sarà riqualificato e rinnovato perché il Napoli continuerà a giocare a Fuorigrotta. Allora la domanda: se gli azzurri non si sposteranno a Ponticelli per giocare le partite perché si costruisce un nuovo impianto sportivo?

Tira un respiro di sollievo l’ex pm. Da mesi Antonio D’Amato, lo punzecchiava  con critiche e accuse: “La città è ferma”. Adesso il clima è più disteso. C’è una certezza: la Idis spa di Marilù Faraone Mennella, lavorerà nell’area Est alla costruzione del nuovo stadio.

Quell’area ex industriale si candida a diventare la locomotiva dello sviluppo e della crescita della città e dell’area metropolitana. All’ombra delle raffinerie del petrolio   vanno aggregandosi cospicui interessi privati ben visti e sponsorizzati da uno schieramento trasversale di amministratori, politici, imprenditori, intellettuali. Perfino l’attivissimo Paolo Cirino  Pomicino, cugino del sindaco, si dice entusiasta per i progetti dell’area Est.

Luigi Fonderico

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