Cemento non più abusivo

ECCOCI A PIANURA, periferia Occidentale di Napoli, Italia, Europa 2013. Non sono piccoli abusi edilizi veniali: aggiustamenti eseguiti senza dichiarazione d’inizio attività su immobili esistenti oppure manutenzioni straordinarie.

Qui c’è la grande e organizzata industria del mattone selvaggio, la stessa del post sisma del terremoto degli anni Ottanta. Dietro il paravento retorico della povera gente, della disperazione sociale, del diritto alla casa i professionisti del cemento hanno costruito e continuano a costruire imperi. A Pianura all’ombra della camorra – vedi i sempreverdi clan Lago e Marfella – è stata edificata una città nella città. Un’urbanizzazione selvaggia senza regole.

Imposta e coperta dai “signorotti” della criminalità organizzata. I mammasantissimi del calcestruzzo come in una grande partita di giro hanno gettato migliaia e migliaia di metri cubi di cemento. Mi chiedo cosa cazzo facevano i nostri amministratori? Mi domando perché chi doveva controllare e intervenire non l’ha fatto. Solo parole, opere e omissioni. Amen! Penso male. Non è un caso isolato, anzi. Ecco abusivopoli nel ventre della provincia di Caserta, a 18 chilometri dal capoluogo, in un comune che ha visto crescere la popolazione di oltre 10mila abitanti in venti anni, fino a sfiorare i 25mila residenti.

Orta di Atella è un grumo di cemento. Case, case e ancora case. Il frutto di un modello di sviluppo fondato sul calcestruzzo. Otto fabbricati per un totale di 1444 unità immobiliari, suddivisi in appartamenti, box e negozi, realizzati grazie a permessi illegittimi e a semplici delibere di giunta relative a varianti al Prg mai approvate dalla Provincia. Tra sanatorie di occupanti abusivi e scempi edilizi sorprende davvero poco come la lobby cosentiniana capitanata dall’ineffabile senatore e fresco presidente della commissione giustizia Francesco Nitto Palma continui ad insistere sulla promulgazione di un condono tombale per la Campania.

Ciò invece che colpisce, questo sì sorprende, l’apertura di credito che il neo ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri ha dato al partito trasversale del mattone abusivo. Speculatori del calcestruzzo di tutta Italia unitevi e fate affari: è tempo di pacificazione nel paese e di larghe intese. Uno scempio. Un consociativismo aberrante.

Un sistema di clientele trasversali saldate in caste di potere incorporate nel dna dei partiti. Ne è prova come sulle mega lottizzazioni abusive, le amministrazioni di ogni colore politico hanno investito soldi pubblici avviando una serie di opere di urbanizzazione: da muri di contenimento, a strade, piazzali e sottoservizi che ancora di più hanno stravolto e deturpato l’assetto del territorio. E pensare che proprio in questi giorni prende vigore e forza un ampio schieramento di forze politiche e sociali che vorrebbe la riapertura del condono edilizio per gli abusi perpetrati negli anni. Nel frattempo la Regione Campania non perde tempo.

Con un colpo di spugna ha legittimato le occupazioni abusive di alloggi assegnati con graduatoria pubblica dando il ben servito a chi le regole e le norme le rispetta. Sullo stesso fronte il Pdl campano insiste e rilancia: riaprire i termini del condono edilizio del 2003 per aggirare una legge regionale del 2004 che riteneva insanabili gli immobili edificati senza licenze e in aree vincolate.

Arnaldo Capezzuto

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