Mattone selvaggio

HOUSING SOCIALE, colata di cemento o grande occasione per lo sviluppo del territorio? A Mugnano, città che ha già pagato dazio in termini di vivibilità per il boom edilizio degli anni Ottanta

e non certo immune dal fenomeno dell’abusivismo, divampa la polemica sull’imponente progetto previsto a ridosso dell’area cimiteriale, uno degli ultimi polmoni verdi del comune a nord di Napoli.

Il piano edificatorio è avallato da un bando regionale ed è stato vinto da alcuni privati, proprietari dei terreni su cui dovrebbero sorgere centinaia di nuovi alloggi (il 5 per cento è riservato all’edilizia economico-popolare) ma anche alcune importanti infrastrutture pubbliche: palazzetto dello sport, area parcheggi, campi da tennis e un’area mercatale. Infrastrutture di cui dovranno farsi carico proprio i privati.

Il progetto, che non ha ancora ottenuto la ratifica del Consiglio comunale, ha scatenato le vibranti proteste dei comitati civici della zona, già da anni impegnati sul fronte ambientale ma soprattutto per la chiusura della vicina discarica di Chiaiano. “Si tratta dell’ennesima colata di cemento nascosta sotto il nome di housing sociale – tuonano i rappresentanti dei comitati civici della zona, Comitato civico Cambiamo Mugnano, Rete Commons, Mugnano futura e Movimento Cinque stelle – nuove cattedrali nel deserto, quando invece bisognerebbe riqualificare le strutture già esistenti.

Diciamo no al miope consumo del territorio e sì ad un piano urbanistico comunale eco-sostenibile, partecipato e condiviso con i cittadini”. Per i partiti del centrosinistra, Pd, Sel e Popolari democratici, è giunto invece “il momento di coinvolgere tutte le realtà, politiche e sociali, nella discussione del nuovo piano urbanistico, per stabilire le priorità rispetto al futuro sviluppo urbanistico del territorio”. Proteste, perplessità alle quali replica il primo cittadino di Mugnano Giovanni Porcelli: “Non abbiamo ancora approvato alcun progetto, il Consiglio comunale non si è ancora pronunciato.

Il piano tuttavia è vantaggioso per alcuni aspetti, in primis per la concessione del cinque per cento delle abitazione al Comune e un quindici per cento in comodato d’uso.

Il resto delle abitazioni rimarrebbe ai privati. Alcune persone, che ora si lamentano, sono le stesse che per anni hanno taciuto su quanto accaduto a Mugnano: case su case e ville su ville che hanno cambiato il volto al territorio. Si lamentano – conclude Porcelli – proprio ora che potrebbe essere realizzato un progetto che lascia spazi verdi, impianti e infrastrutture per la cittadinanza”.

Ferdinando Bocchetti

 

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