Sette anni senza il sociologo Lamberti. Il suo pensiero rivive nell’impegno dei giovani studiosi

Sono trascorsi sette anni dalla morte di Amato Lamberti, pioniere dell’analisi scientifica della camorra e degli intrecci tra criminalità organizzata e politica

Sono trascorsi sette anni dalla morte di Amato Lamberti, pioniere dell’analisi scientifica della camorra e degli intrecci tra criminalità organizzata e politica. L’Amato Lamberti ambientalista, sociologo e politico è ricordato ogni anno grazie al Premio Nazionale a lui dedicato giunto alla Sesta edizione e organizzato dall’omonima associazione che si prefigge di sostenere e aiutare i giovani studiosi con l’erogazione di borse di ricerca.

Quest’anno, il 25 giugno, nella prestigiosa cornice della Sala Giunta di Palazzo San Giacomo a Napoli si è svolta la premiazione.

Significative le parole del Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo Federico Cafiero De Raho : “Il Premio rinnova quel modello di una politica che si muove senza mai compromessi, insegnando agli altri la condotta del bene, del fare e, soprattutto, percorrere sempre la strada segnata dall’etica condivisa”.

Un premio che piano piano è cresciuto e diventa un vero e proprio evento culturale di qualità. L’intento dei fondatori dell’associazione era quella di custodire il pensiero e il messaggio di etica della responsabilità del Sociologo, cercando di diffondere e socializzare lo spirito d’impegno civile tra i giovani che ha sempre caratterizzato il compianto professore Lamberti. La voce dei giovani ricercatori è la migliore testimonianza di questo impegno di partecipazione.

I vincitori: Elena Ciccarello, Martina Panzarasa e Edoardo Zuffada

Edoardo Zuffada, vincitore della miglior tesi di laurea magistrale spiega : “È stato motivo di grande soddisfazione per me ricevere il premio Amato Lamberti per la mia tesi di laurea. E’ sempre emozionante veder riconosciuto ed apprezzato il proprio lavoro. Il premio mi ha dato l’opportunità di conoscere una famiglia splendida, quella di Amato Lamberti, la quale prosegue con un entusiasmo e determinazione ammirevoli l’opera del professore attraverso la valorizzazione dei giovani studiosi e ricercatori”.

Per la categoria tesi di dottorato, Martina Panzarasa e Elena Ciccarello sono entrambi vincitrici ex aequo.

“Sono stata onorata e felice di ricevere questo riconoscimento in memoria di un grande studioso – sottolinea Panzarasa che ha presentato la tesi ‘Donne di Mafia e Carcere. Cultura, Esperienze e Pratiche in una Sezione di Alta Sicurezza’ – Lamberti ha avuto il merito di aver messo la disciplina sociologica a servizio dei problemi legati alla criminalità organizzata. E’ stato capace – nel suo lungo e variegato impegno accademico, politico e civile – di distanziarsi dalle rappresentazioni istituzionali e dagli stereotipi sociali sui fenomeni mafiosi”.

“È stato in grado di mantenere uno sguardo sempre innovativo prosegue Panzarasa – di fornire una lettura ‘organica’ nell’analisi della camorra. Sono grata di questo premio per me è una grande gratificazione a livello personale e una conferma professionale”.

Sulla stessa linea Ciccarello, l’altra vincitrice con la tesi in dottorato: ‘La costruzione sociale della mafia. Il caso della criminalità organizzata a Roma. “Ricevere il premio Amato Lamberti è stato un onore e una grande emozione. Non avrei potuto immaginare migliore coronamento per un percorso di studio e di ricerca che si è rivelato appassionante ma a tratti anche molto impegnativo” – commenta la studiosa -.

“Un percorso che, vorrei ricordarlo, deve molto anche al sostegno intellettuale e umano del mio tutor, il professore Rocco Sciarrone. Sono perciò particolarmente grata all’Associazione Amato Lamberti e ai familiari del professore – continua Ciccarello -, che ho avuto il grande piacere di conoscere in occasione della premiazione, alla commissione scientifica che ha giudicato i nostri lavori”.

“Ricevere questo riconoscimento ha poi per me un valore ulteriore, che si affianca a quello scientifico. Lo studio funzionale all’azione organizzata e all’impegno politico, e per questa ragione il premio valorizza la dimensione etica e civile della ricerca. Ebbene, poiché provengo dal mondo del giornalismo e ho affrontato il dottorato anche per l’esigenza di sviscerare la questione criminale attraverso chiavi di lettura diverse dalla cronaca o dall’inchiesta, ricevere un riconoscimento che attribuisce al sapere una funzione di argine contro le semplificazioni, le ricostruzioni di comodo e la barbarie, che riconosce un valore particolare all’utilizzo pragmatico dell’analisi scientifica, di questi tempi, non può che rappresentare una doppia gratificazione” – conclude Ciccarello -.

Il 28 giugno di sette anni fa moriva fisicamente Amato Lamberti, per poi rinascere nell’energia di tutti i ragazzi che studiano costantemente per migliorare il benessere collettivo di questo paese, combattendo con la cultura la mentalità e l’operato degli arroganti.

Amedeo Zeni

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