Strage di Bologna, 39 anni dopo si cerca ancora la verità

Sono trascorsi 39 lungi anni dalla strage di Bologna. Era il 2 agosto 1980 quando una bomba devastò la sala d’aspetto della stazione, uccidendo 85 persone e ferendone più di 200.

Alla commemorazione come in tutti questi 39 anni i familiari delle vittime hanno chiesto giustizia.

Una lunga giornata che, dalla mattina e fino a sera, ricorderà la strage. Alla cerimonia di stamane hanno partecipato il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, la vicepresidente della Camera Maria Elena Spadoni e il vicepresidente de Csm David Ermini.

Con loro il sindaco Virginio Merola e il governatore Stefano Bonaccini. La richiesta è fare completa luce sull’eccidio, Paolo Bolognesi, il presidente dell’Associazione dei parenti delle vittime della strage 2 agosto 1980, l’ha ancora chiesto a gran cvoce : “Cosa è successo e cosa sappiamo finora su questa strage dopo 39 anni?”.

L’orologio su Piazza Medaglie d’Oro si è fermato per sempre alle 10.25. Anche oggi, dopo 39 anni, le lancette sono ancora ferme lì. A quell’ora, infatti, il 2 agosto 1980 una bomba disintegrò la sala d’aspetto di seconda classe della stazione di Bologna.

La stazione era piena di famiglie che partivano per le vacanze o di lavoratori fuori sede che tornavano a casa. Fu una strage. La strage per eccellenza.

Il più grave attentato terroristico avvenuto in Italia nel secondo Dopoguerra: 85 i morti (la vittima più piccola aveva tre anni) e 200 feriti.

Dopo lunghi processi, negli anni ’90, sono stati condannati in via definitiva, come esecutori materiali, gli ex terroristi ‘neri’ dei Nuclei armati rivoluzionari (Nar) Giuseppe Valerio Fioravanti, la moglie Francesca Mambro (entrambi all’ergastolo) e Luigi Ciavardini (a trent’anni).

Ma dopo 39 anni (come ricorda il manifesto di quest’anno ‘firmato’ dai parenti delle vittime) è ancora mistero sui mandanti.

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