La generosità della Bellanova e il Paese malato di fascismi culturali

Il punto è un altro. Questo Paese a differenza della Germania non ha ancora superato i fascismi culturali di cui è affetto. La malattia non è rappresentata dai pseudo leader, capetti e bulletti di turno ma è il corpo dell’Italia che è gravemente debilitato.

Siamo il Paese più ignorante della Ue, c’è addirittura una percentuale elevatissima di analfabeti di sola andata, una progressiva perdita di senso che attanaglia tutti i ceti indipendentemente dal grado d’istruzione.

Un Paese che finge di essere istruito con generazioni parcheggiate nella finta sapienza, costrette nella disperazione ad infarcire curriculum di stupidaggini, master variopinti e specializzazioni marziane che trovano il tempo che trovano.

Senza generalizzazioni – è chiaro – ma manca la vita, il sudore, l’esperienza, la fatica. In queste ore stiamo assistendo a un vergognoso linciaggio, a un crescendo di insulti, volgarità e derisione.

Nel mirino è finita la neoministra dell’Agricoltura Teresa Bellanova perchè il suo titolo di studio è la licenza media.

Nessuno dice che a 16 anni la neo ministra zappava la terra per aiutare la sua famiglia a sopravvivere, nessuno dice che negli anni la Bellanova ha condotto battaglie epiche come sindacalista per migliorare la condizione di braccianti, contadini e degli invisibili.

Le mani della ministra hanno i calli, la pelle è tesa e rugosa. Fatica, dignità, esperienza e vita addosso e poi fatica, sacrifici e umanità. Viene massacrata perchè non possederebbe quella cultura convenzionalmente certificata da Enti, in parte composti da baroni, e soggetti a mode culturali. L’imperdonabile adesso sembra perfino quel vestito che la neo ministra ha indossato al momento del giuramento dal colore sgargiante e che esaltava la stazza del ministro. Insomma, si critica una persona per l’aspetto fisico, per la cultura, per come appare.

Fascisti nell’anima, fascisti nella mente, fascisti a prescindere dal curriculum e dalla posizione sociale occupata. Fascisti e basta.

E grande è stata la risposta della neo ministra che ha scritto via Social : “La vera eleganza è rispettare il proprio stato d’animo: io ieri mi sentivo entusiasta, blu elettrica e a balze e così mi sono presentata. Sincera come una donna”.

La ministra ha poi ritwitta in particolare il post di Enzo Miccio, conduttore tv che ha “approvato” il suo look.

A difendere la neo ministro è scesa in campo Mara Carfagna, vicepresidente della Camera e deputata di Forza Italia e già ministro delle Pari Opportunità.

“Ha dimostrato impegno e competenza fin dalla più giovane età . Combatterò contro i suoi provvedimenti quando mi troveranno in disaccordo, come la democrazia ci consente. Si vergogni chi la insulta per l’abito, l’aspetto e il titolo di studio”.

Pier Paolo Milanese

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