L’attacco di Salvini in Senato: “Il vostro è il Governo del tradimento. Non la invio presidente Conte-Monti”

“Onore e dignità vale più di ogni poltrone”. Matteo Salvini alle 15 e 35 prende la parola al Senato per la fiducia al premier Giuseppe Conte. Il leader del Carroccio è apparso più in forma, più determinato ed efficace nel suo discorso-comizio.

Nel mirino è finito proprio Conte e il Pd, schiaffi leggeri, invece, per i suoi ex alleati del Movimento 5 Stelle.

“Voi minoranza del Paese, noi senza poltrona, ma a testa alta. Non la invidio, presidente Conte-Monti. Si vede uno quando ha il discorso che gli viene da dentro e quando uno deve eleggere un compitino a cui non crede neanche lui. Siete passati dalla rivoluzione al voto di Casini, Renzi, Monti”.

Salvini sferra il primo colpo e poi aggiunge: “Per noi ‘maicolPd’, rimane ‘maicolpd’. C’è un’allergia di una certa sinistra al popolo, alla piazza, quasi che ormai sia un delitto andare in piazza. Ieri in piazza c’era gente sorridente e senza manganelli. Abituatevi alle piazze, siete minoranza nel Paese: voi siete maggioranza solo nei giochi di palazzo per salvare le poltrone”.

Poi il capo della Lega attacca a testa bassa: “Il governo è basato sulla spartizione delle poltrone e sulla paura del voto degli italiani. È questa l’unica paura esistente. Noi rispondiamo con il sorriso amando i nostri avversari. Siamo pubblici dipendenti, dovremmo essere contenti di essere giudicati dai nostri datori di lavoro: chi non vuole passare dal voto vuol dire che non ha la coscienza a posto”.

La senatrice leghista Lucia Borgonzoni

Salvini poi ha indugiato e non casualmente si è collegato indirettamente alla protesta inscenata in mattinata da Lucia Borgonzoni che ha mostrato una maglietta bianca con la scritta ‘Parliamo di Bibbiano’.

“Tutto il Parlamento dovrebbe pretendere chiarezza su Bibbiano. Per noi la famiglia è al centro: oggi c’è stato il secondo arresto ma noi non condanniamo, questa è la differenza di stile. Ma è un minimo di civiltà giuridica dire che il bimbo che ha una mamma e un papà non deve essergli sottratto. Cercheremo di limitare i danni ma porteremo delle proposte, poi se qualcuno pensa di portare in Aula lo Stato spacciatore, dovrà passare sul nostro corpo” – spiega Salvini-

E riserva un pensiero anche allo scrittore Roberto Saviano – “Ho sentito parlare di legalizzare la cocaina: provateci, noi vi terremo per sempre qui in Aula”.

Un Matteo Salvini lanciato a leader della destra italiana e pronto a salire sulle barricate per costruire un’opposizione durissima a ciò che ha definito “Il Governo del tradimento”.

Pier Paolo Milanese

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