Conte cerca sponde in Europa per aumentare la flessibilità e mobilita Gualtieri e Gentiloni. La manovra sarà di 35 miliardi praticamente un salasso

Il premier Giuseppe Conte di ritorno dalla riunione di Bruxelles, dove con i nuovi vertici Ue ha discusso dell’ipotesi di revisione del patto di stabilità e degli accordi di Dublino sull’immigrazione, è pronto a completare la squadra di Governo.

Oggi dovrebbe essere completata la lista di sottosegretari e vice-ministri su diretta indicazione dei partiti dell’alleanza. Trovati i giusti equilibri c’è da accendere i motori e pensare alla nota di aggiornamento al Def.

Nella sostanza si tratta delle linee guida della prossima manovra economica. Al primo posto c’è impedire l’aumento dell’Iva e tentare di costruire provvedimenti economici espansivi.

Insomma occorre quadrare il cerchio. Si stima che si viaggia sui 32-35 miliardi, soldi che allo stato non si sa dove reperirli.

La cifra base certa ammonta a 27 miliardi e che comprende il disinnesco delle clausole Iva e finanziare le spese indifferibili, e poi allargarsi di altri 8 miliardi per le misure espansive prima fra tutte il taglio del cuneo fiscale.

Non è casuale la combinazione di due politici molto stimati a Bruxelles, come Roberto Gualtieri e Paolo Gentiloni, nei ruoli chiave dell’Economia e di commissario Ue.

Si lavora per conquistare margini di flessibilità con impegni precisi sul fronte delle riforme, degli investimenti, della riduzione del debito.

Pier Paolo Milanese

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