Il killer del vigilante entrava e usciva dal carcere oltre alla festicciola dei 18 anni anche un provino da calciatore

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Si fa grottesca e imbarazzante la storia del killer della guardia giurata Francesco Della Corte, ucciso a sprangate l’anno scorso in un tentativo di rapina della pistola d’ordinanza.

Uno dei tre assassini condannato in primo grado a 16 e mezzo di carcere oltre ad avere avuto un permesso ‘premio’ per festeggiare i suoi 18 anni qualche mese fa ha partecipato anche a un provino per una società calcistica.

Hai ammazzato senza pietà cristiana una persona? È cos’ ‘e niente alla fine è una ‘bravo ragazzo’, tanto è vero che la famiglia gli ha organizzato una festicciola a sorpresa con torta, dolci, pastarelle e candeline senza dimenticare gli immancabili pallonici.

Permessi concessi con manica larga al carcere minorile di Airola e non solo circoscritto al compleanno. In poco più di 12 mesi di reclusione i giudici hanno concesso al giovanotto ben 5 permessi temporanei.

Una assurdita che a più riprese ha fatto esclamare ai figli della vittima Marta e Giuseppe: “È una vera vergogna” trovando d’accordo anche il capo della polizia Franco Gabrielli. Uno scandalo che aumenta di dimensioni tanto da far intervenire il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede che ha inviare gli ispettori per acquisire le carte presso la struttura penitenziaria.

Ora si scopre che un permesso l’assassino l’ha utilizzato per sostenere un provino per una società calcistica del Beneventano. In un altro ha pranzato con la famiglia in un ristorante dello stesso comune dove si trova il carcere minorile in cui sta scontando la pena e dove ha iniziato un percorso di riabilitazione che, secondo la famiglia del vigilante, non avrebbe ancora prodotto frutti.

Tutte le volte che è uscito di cella il giovane, così come prevede la normativa, è stato sempre accompagnato dalla scorta. Annamaria Della Corte, vedova del guardia giurata nel corso di un’ intervista rilasciata all’Ansa dopo la diffusione delle ‘foto scandalo’ dei festeggiamenti per la maggiore età, ci tenne a sottolineare che, finora, non c’era stato nessun segno di ravvedimento sia nel ragazzo che nella sua famiglia.

Il neo diciottenne, con altri due giovani, prese a sprangate e ridusse in fin di vita Franco della Corte, il 3 marzo 2018.

La guardia morì in ospedale, dopo 12 giorni di agonia, lasciando la moglie e due figli. Per gli altri suoi due complici, invece, secondo quanto si apprende, non sarebbero stati finora concessi permessi d’uscita dalle carceri minorili di Napoli e provincia dove si trovano.

A giorni comincia il processo di Appello per tutti e tre gli imputati.

Arnaldo Capezzuto

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