Ruotolo rende omaggio a Siani tornando a Torre Annunziata. Agli studenti dice: “Occorre disarmare i quartieri”

Il giornalista anticamorra Sandro Ruotolo nell’ambito dell’anniversario dell’uccisione di Giancarlo Siani, trucidato dalla camorra il 23 settembre del 1985 è stato ospite del II° circolo didattico intitolato alla memoria del cronista abusivo de Il Mattino.

Un incontro forte, importante dove Ruotolo ha parlato dell’importanza della lotta alle camorre, della responsabilità della scuola, degli insegnanti e dei giovani che sono chiamati a raccogliere il testimone delle battaglie per la legalità.

Non è casuale se Ruotolo da anni sotto scorta per le gravissime miacce di morte ricevute dalla cosca dei Casalesi ha deciso di ritornare proprio a Torre Annunziata. In particolare una foto ha turbato e commosso il cronista spuntata fuori dall’archivio di Paolo Siani, fratello di Giancaro.

Nell’immagine incorniciata e presente al museo Pan di Napoli si vede Giancarlo Siani e un po’ più aventi Sandro Ruotolo, insieme, che seguono un incontro.

“Non ricordo la circostanza – spiega – ma erano anni convulsi, difficili e tremendi. C’era una guerra di camorra, non si riusciva a tenere il conto dei morti ammazzati – continua – la foto mi ha colpito, turbato e mi ha fatto molto riflettere”.

Agli studenti Ruotolo guardandoli negli occhi ha spiegato : “La camorra oggi non spara più perché ha imparato a non sparare. Dove non si spara significa che c’è un accordo, non che abbiamo vinto. Presto torneranno a sparare, per colpa della nostra indifferenza”.

E poi aggiunge : “Starà a noi preparare le nuove generazioni a non privarsi della loro libertà”.

Studenti, docenti, dirigenti scolastici, forze dell’ordine ma anche semplici cittadini hanno assistito all’incontro con il giornalista e presidente del comitato d’inchiesta sulla camorra e corruzione del Comune di Napoli.

All’incontro c’erano anche anche don Ciro Cozzolino di ‘Libera’, don Antonio Carbone dell’oratorio dei Salesiani, il presidente dell’Osservatorio per la Legalità Giovanni Taranto, la rappresentante degli Studenti contro la camorra Jessica Lettieri e il referente provinciale di Libera Antonio D’Amore e il sindaco Vincenzo Ascione.

“Se entri nell’esercito della camorra sei un suddito e un suddito non è libero – sottolinea Ruotolo – Soltanto attraverso questa conoscenza puoi riuscire a non privarti della tua libertà. E qui diventa importante il ruolo della scuola, degli assistenti sociali, della comunità”.

Sandro Ruotolo non ha tralasciato i fatti ed ha rilanciato: “Già il fatto che in questa città ci siano stati 15 episodi riconducibili al racket ci dice che non abbiamo vinto. Siamo sempre sulla linea di confine, in cui puoi dare alla camorra il colpo di grazia ma non riesci a farlo perché il tema della sicurezza è visto ancora come un costo anziché un investimento”.

Pier Paolo Milanese

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