I dati agghiaccianti Svimez: “Il Sud sprofonda, laureati e operai emigrano. Italia a nascita zero nonostante le mamme straniere”

Il Sud sprofonda. Crisi nera nel Mezzogiorno d’Italia e emigrazione ai livelli del dopo guerra. E se qualcuno scommetteva sul reddito di cittadinanza come la ricetta per sconfiggere la povertà e collocare le persone al lavoro ora con dati alla mano è dimostrato che è solo un fallimento.

La fotografia scattata dallo Svimez è impietosa e narra di un pezzo d’Italia ormai che si avvicina ai Paesi più poveri del Mediterraneo.

La Svimez giudica “utile il Reddito di cittadinanza” ma sostiene che “la povertà non si combatte solo con un contributo monetario: occorre ridefinire le politiche di welfare ed estendere a tutti in egual misura i diritti di cittadinanza”, spiega l’associazione per lo Sviluppo del Mezzogiorno in occasione della presentazione del Rapporto 2019.

“Peraltro – sottolinea – l’impatto del Reddito sul mercato del lavoro è nullo, in quanto la misura, invece di richiamare persone in cerca di occupazione, le sta allontanando dal mercato del lavoro”.

Poi c’è il capitolo emigrazione che torna ai livelli del dopo guerra: “Dall’inizio del nuovo secolo hanno lasciato il Mezzogiorno 2 milioni e 15 mila residenti, la metà giovani fino a 34 anni, quasi un quinto laureati”.

Situazione che condiziona la vita anche sotto il profilo delle nascite e della formazione di nuove famiglie. In Italia nel 2018 si è raggiunto “un nuovo minimo storico delle nascite”, si ricorda, sottolineando che al Sud sono nati circa 157 mila bambini, 6 mila in meno del 2017.

La novità, spiega, è “che il contributo garantito dalle donne straniere non è più sufficiente a compensare la bassa propensione delle italiane a fare figli”. Scenario insostenibile, viste anche le conseguenze economiche: tra meno di cinquant’anni “con i livelli attuali di occupazione, produttività e di saldo migratorio, l’Italia perderà quasi un quarto del Pil, il Sud oltre un terzo”.

E il premier Giuseppe Conte promette : “A fine anno sarà varato il piano per il Sud, un riequilibrio della spesa ordinaria degli investimenti è il primo obiettivo. Dobbiamo affermare un principio di giustizia, sanando un vulnus che ha accresciuto le disuguaglianze attuali”

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