Attentato fascista a Roma, data alle fiamme la libreria ‘La pecora elettrica’, doveva riaprire domani dopo un altro incendio doloso appiccato lo scorso 25 aprile

Preoccupazione e un clima che diveta sempre più teso. Dopo gli insulti al calciatore Mario Balotelli, le ‘quotidiane’ e ‘normali’ discriminazioni passanto per le marce ostentate sulla tomba di Benito Mussolini, nel cuore della notte a Roma è stata data alle fiamme la libreria antifascista ‘La Pecora Elettrica’.

Il locale era già stato distrutto lo scorso 25 aprile con un attentato doloso e avrebbe dovuto riaprire domani. La caffetteria/libreria ‘La Pecora Elettrica’ a Roma è uno spazio sensibile dichiaratamente antifascista e dove è un punto di riferimento di intellettuali, attivisti, pensatori e gente comune. Alla vigilia della riapertura è stato nuovamente colpito.

Messaggio intimidatorio e simbolico in un momento della vita del Paese che tende a regredire e con i peggiori istinti del passato che ritornano in modo minaccioso. Sul posto carabinieri della compagnia Casilina e vigili del fuoco.

“Inquietante l’ennesimo rogo alla libreria la Pecora Elettrica a Roma. Se fosse confermato l’atto doloso sarebbe estremamente grave. Vicina ai proprietari, si faccia subito chiarezza!”. Lo scrive su twitter la sindaca di Roma Virginia Raggi.

“La Pecora Elettrica è un luogo di cultura e di aggregazione. Stanotte è stato dato alle fiamme dopo l’incendio dell’aprile scorso. Ai proprietari dico di tener duro e lottare per restituire a Roma la bellezza e la passione del loro impegno sociale”. Così il segretario Pd e governatore del Lazio Nicola Zingaretti su twitter.

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