Liliana Segre, finisce sotto scorta e rivive in ‘tempo di pace’ l’incubo nazifascista

Liliana Segre, deportata nel campo di concentramento di Auschwitz e sopravvissuta quando aveva 14 anni alla barbarie nazifascista finisce sotto scorta. La senatrice a vita, 89enne, è ad alto rischio per le continue minacce che le giungono via social e via mail.

Precauzionalmente sarà scortata h24 dai carabinieri e dovrà da oggi in poi spostarsi solo ed unicamente con il supporto delle forze dell’ordine. Benvenuti nella squallida Italia 2019.

Dalle fogne come sorci, zoccole sono fuoriusciti i figli ed i nipotini dei nazifascista. Chi pensava, credeva e pontificava che il virus fosse stato debellato si è sbagliato.

Cosa è accaduto e accade in questo Paese? Dove sono gli intellettuali, i maestri, i docenti, le scuole, le università, le agenzia educative, la chiesa, i partiti, la politica, l’associazionismo? Ci sono almeno tre generazioni perse, vuote, disagiate cresciute nell’odio e nel rancore.

Manipolati al punto giusto identificano la propria vita in modo primitivo con la propaganza destroide dei fascisti e del nazisti. L’onda nera monta in Italia e come ai tempi dei fasci rischia di infettare con l’ideologia l’intera Europa.

Se in Germania almeno c’è stata una cesura culturale, il fermarsi e capire le ragioni profonte della maledizione nazista e di Adolf Hitler in Italia ciò non è accaduto. C’è il culto di Bemito Mussoli, tatuaggi, slogan, motti, statuine, calendari, filmati, libri e poi ilpellegrinaggio sulla sua tomba. Chi era fascista è rimasto fascista e in silenzio ha lavorato alla semina.

Liliana Segre solo per andare nelle scuole e portare la sua testimoninaza ed aver proposto la nascita di una commissione parlamentare che studi la recrudescenza del razzismo, della discriminazione e degli atti violenti in nome della razza rischia ad 89 anni la propria sicurezza personale.

Mentre l’epidemia si espande e ogni giorno perdiamo un pezzo di libertà, i partiti – vedi M5S e Pd che miracolosamente tra abiure e sofferenze sono riusciti a dare una sterzata, invece, di costruire un solido argine all’onda di piena fascistoide, si perdono in polemiche pretestuose e inutili.

Forse sono i corsi e ricorsi della storia: L’Italia davvero sembra destinata a sprofondare nel baratro. A Liliana Segre solo gratitudine e ammirazione.

Giulia Rosati

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