Di Maio coccolato dalla sua Pomigliano per affrontare meglio le bufere nei 5 Stelle

Luigi Di Maio torna a Pomigliano d’Arco ed è subito bagno di folla per il leader del Movimento 5 Stelle. Abbracci, strette di mano, baci, imbasciate, pacche sulle spalle, gridolini d’incoraggiamento. Nonostante la giornata sia all’insegna del relax, i pensieri non lasciano per un solo attimo il ministro degli Esteri.

A preoccupare Luigi Di Maio non sono tanto gli scenari internazionali e i conflitti in giro per il mondo ma più banalmente l’equilibrio instabile del Governo giallo-rosso e il deteriorarsi dei rapporti interni ai suoi 5 Stelle.

Il ritorno di Luigi Di Maio a Pomigliano d’Arco

La sua leadership è sempre più debole e delegittimata. Ormai è chiaro che la maggior parte dei parlamentari non riconosce più la figura del capo politico. La nuova organizzazione – che dovrebbe dare l’impressione di una maggiore collegialità – stenta a decollare.

Per ora si stanno nominando i referenti regionali che cureranno le elezioni regionali, una sorta di coordinatori territoriali. Non basta. Il problema serio è rappresentato da una sorta di corto circuito avvenuto tra gli eletti, i portavoce, gli attivisti, i volontari, gli animatori dei meetup.

Ormai Luigi Di Maio non decide più quasi su nulla con il consenso del Movimento. Una volta adottata la decisione resta lì. Un esempio? Sull’ex Ilva, sulle alleanze per le regionali è tutto molto fumoso e si brancola nel buio.

In Di Maio è subentrato una sorta di timore, di stanchezza di essere attaccato e apostrafato come “uomo solo al comando”. C’è uno sfinimento dovuto alle battaglie interne, alle mediazioni, alle contrattazioni e negoziazioni continue.

Luigi Di Maio in 20 mesi ha dimostrato tra Governo e leadership che non ha la capacità di tenere insieme una miriade di anime che costituiscono il complesso mondo grillino. Ne è una riprova in queste ore la vicenda ex Ilva e lo scudo penale.

Nel Movimento 5 Stelle c’è sempre più la convinzione che se si arriverà alla cancellazione del capo politico occorrerà distinguere anche dal ruolo istituzionale. In altri termini collegialità nella guida del Movimento e distanza rispetto al ruolo che si ricopre nelle istituzioni. Il messaggio è chiaro.

Pier Paolo Milanese

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