Implode il Movimento 5 Stelle. Ora l’ex ministro Fioramonti mette paura ai big grillini

A sentir parlare l’ex ministro Lorenzo Fioramonti in pratica il Movimento 5 Stelle è una sorta di avatar. Si ragiona e si parla di un qualcosa che non è più presente nel Paese e quindi nel Parlamento.

Il Movimento si è spento e lo si capisce da tanti segnali. Colpa – pare di capire – dalla scellerata conduzione della leadership di Luigi Di Maio e del suo cerchio magico.

Lorenzo Fioramonti, prima celebrato e incensato dai grillini poi ripudiato e osteggiato ha lasciato il Movimento. Si è iscritto al gruppo misto temporaneamente e c’è chi giura che non starà fermo con le mani nelle mani.

Almeno altri 15 parlamentari grillini sono pronti a sostenerlo e mettersi il Movimento alle spalle, archiviarlo.

Insomma, Fioramonti a breve potrebbe dare vita a una componente nuova, distinta e autonoma che potrebbe diventare un nuovo interlocutore dell’alleanza di Governo e rispondere durettamente al premier Giuseppe Conte.

Un primo mattoncino di un’area politica dove si ritroverebbero i moderati indipendentemente se di sinistra, centro o destra. Un luogo sensibile dove poter fare politica senza pregiudiziali e in modo partecipato.

C’è qualcuno che comincia a insinuare che l’ex ministro dell’Istruzione, abbia abbandonato il suo incarico non per aver ottenuto i 3 miliardi di investimenti richiesti su scuola e università ma perchè aveva già in mente il nuovo progetto politico.

La reazione del Movimento 5 Stelle alla decisione di Fioramonti, è stata durissima e ciò fa capire che in realtà si gioca una partita diversa e molto più seria. Adesso dai vertici pentastellati parte una bordata di accuse come quella di non aver restituito la parte dello stipendio che i parlamentari M5S si sono impegnati a versare in un fondo da indirizzare volta per volta a vari scopi.

“Il Movimento 5 Stelle – spiega ancora Fioramonti – mi ha deluso molto. E’ come se quei valori di trasparenza, democrazia interna e vocazione ambientalista che ne hanno animato la nascita si fossero persi nella pura amministrazione, sempre più verticistica, dello status quo”. Amen

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