Il grido dei lavoratori di Almaviva: “La nostre vite non sono di serie B”

“Chiediamo ai vari committenti (tim Wind sky Trenitalia Alitalia) lo smartworking”. È l’appello degli oltre tremila operatori che non possono indossare la mascherina per questo lavoro.

Abbiamo figli, genitori anziani con sofferenze da tutelare. La nostra vita e’ piu’ importante di un lavoro che non ci tutela”.

È il tam tam social dei dipendenti di Almaviva di Palermo, la cittadella del popolo delle cuffie, che nell’edificio di via Cordova ospita 2800 dipendenti.

“Le nostre vite non sono di Serie B”, gridano gli operatori del call center. L’azienda ha messo in campo un piano che prevede pulizie straordinaria, postazioni alternate, trasferimento di alcuni servizi.

Ma non lo smart working: su questo punto ha avviato una ricognizione tra i lavoratori per sapere chi dispone di dotazioni tecnologiche e wifi, ma tutto resta subordinato, è stato sottolineato dal gruppo, dalla volonta’ dei committenti. E infatti i lavoratori e’ ai committenti che si rivolgono in particolare.

Nei giorni scorsi la società aveva invitato gli addetti del numero 1500, il servizio attivato per fare fronte alle domande dei cittadini sul coronavirus, a uno sforzo supplementare: “Il Paese ha bisogno di voi”, aveva scritto nel messaggio inviato. Ma rimane la paura e la richiesta di #restareacasa.

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