Non c’è 2 senza 3 dice il proverbio… ed io obbedisco al proverbio.
Abbiamo detto che, una volta penetrato nella cellula, l'”imbecille” ne assume il controllo e riesce a replicarsi grazie non solo al proprio materiale genetico, che non sarebbe sufficiente, ma soprattutto grazie a tutto l’armamentario molecolare che l’imbecille non possiede e che invece trova disponibile all’interno della cellula.

Questa replicazione in molteplici imbecilli fa pagare, come è prevedibile, un prezzo salato, perché la cellula coinvolta generalmente ne esce distrutta, dal momento che l’imbecille, per riprodursi, impedisce lo svolgimento delle normali funzioni “vitali” della cellula infettata. Per cui questa invasione di particelle estranee alla cellula ne provoca quasi sempre la morte. In alcuni casi, però, accade addirittura di peggio. Ciò avviene quando la cellula infettata perde il controllo solo di “alcune” delle sue normali funzioni. Essa perciò resta in vita… ma diventa “tumorale”, con tutte le conseguenze negative che potete facilmente immaginare! In ogni caso, comunque, l’imbecille raggiunge il suo scopo.

Usare la cellula per riprodursi in molteplici imbecilli, tutti identici tra loro, che fuoriescono dalla cellula infettata e che vanno ad infettare le cellule vicine allo scopo di moltiplicarsi sempre di più con il medesimo meccanismo. Un giorno qualcuno pure dovrà spiegarci perché la “riproduzione” è la ragione principale, forse unica, degli organismi viventi e degli imbecilli, che li scimmiottano! Ma questo è un altro discorso che ci riserviamo, forse in futuro, di affrontare.

Ma torniamo a noi e chiediamoci quali sono le conseguenze di questa infezione esponenziale delle cellule che porta, nel tempo, ad una esponenziale moltiplicazione degli imbecilli. Alcuni di loro, come i Virus dell’epatite B e dell’epatite C, possono “lasciare il segno” per molto tempo nell’organismo infettato, causandogli danni persistenti nel corso degli anni a venire. L’epatite virale cronica, infatti, può perdurare anche per tutta la vita dell’organismo. Ma il danno più immediato provocato dagli imbecilli, è un processo che non a caso viene chiamato infiammazione acuta.

In genere la si definisce aggiungendo al nome dell’organo interessato il suffisso -ite (polmonite, epatite, gastrite, colite, pancreatite, encefalite, congiuntivite, etc.). L’infiammazione è un meccanismo che si instaura sempre in presenza di un danno cellulare, di qualsiasi origine: fisico (traumi, radiazioni, alte o basse temperature), chimico (molecole tossiche) o biologico (virus, batteri).Come si instaura un’ infiammazione a seguito di una infezione virale?

Semplice, sul campo di battaglia delle cellule infettate dall’imbecille resta tutto quello che normalmente osserviamo in tutti i luoghi dove si è combattuto: devastazione, incendi, morti… disordine totale. L’infiammazione non è altro che un tentativo iniziale dell’ organismo di reagire e tentare di ristabilire al più presto la normale funzionalità del territorio oggetto della devastazione che, nel caso specifico, sono le cellule dell’organo bersaglio dell’infezione.Le manifestazioni di un tessuto infiammato sono generalmente rossore, calore, gonfiore e dolore.

L’infiammazione è quindi un benemerito meccanismo di difesa dell’organismo, che ha lo scopo di lanciare l’allarme, contrastare l’agente infettante e rimuovere le cellule danneggiate. Quella che in questi giorni, a proposito del COVID-19, viene definita “polmonite interstiziale”, e che sembra essere la maggiore complicazione dell’infezione e la causa principale dei decessi verificatisi, non è niente altro che una infiammazione delle cellule interstiziali dei polmoni infettate dagli imbecilli che, penetrando dalla bocca o dal naso del nostro organismo, a poco a poco sono riusciti ad arrivare fino ai polmoni.

Ma come, direte voi, un processo (l’infiammazione) che dovrebbe difendere l’organismo dall’imbecille… diventa esso stesso causa di morte?? Eh… si… purtroppo si. Talvolta un’infiammazione, diciamo così… eccessiva e prolungata è causa di seri danni e addirittura contribuisce essa stessa alla distruzione tissutale a cui intende porre rimedio. Non esistendo al momento né farmaci capaci di evitare sia l’ingresso dell’imbecille nelle cellule né la sua moltiplicazione, e neppure un vaccino specifico, l’unica cosa che si può fare è prevenire o contrastare i danni provocati dall’infiammazione delle cellule polmonari.

Occorre cioè prendere tempo, e limitare i danni, in attesa che il sistema immunitario dell’organismo infettato si sbrighi a produrre gli anticorpi specifici contro l’imbecille. Anticorpi che, prima o poi arrivano e lo guariscono definitivamente.
Arrivano i nostri! Come nei classici film western, nei quali il provvidenziale arrivo della cavalleria salvava i protagonisti da una morte annunciata……. e chest’è 😊

Raffaele Porta

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