Whirlpool, torna la classe operaia: manifestazione nazionale e sit in davanti al Consolato americano

Un lungo corteo degli operai della Whirlpool contro la decisione dell’azienda di chiudere, a ottobre, lo stabilimento di Napoli. Hanno sfilano con gli striscioni, il tricolore, tamburi e le bandiere di Fiom, Fim e Uilm, anche i bambini, nonni, figli e genitori degli operai che rischiano di perdere il lavoro per la decisione dei vertici aziendali di dismettere il sito di Napoli dove vengono prodotte lavatrici di alta gamma, una delle quali è disegnata su uno striscione con la scritta “Whirlpool Napoli non molla”.

In piazza, insieme con i lavoratori del sito produttivo di Napoli est, ci sono gli operai degli altri stabilimenti Whirlpool in Italia. Sono arrivati in città, già da ieri, per mostrare vicinanza e solidarietà ai colleghi partenopeo e contro il rischio che la multinazionale americana, un po’ alla volta, decida di chiudere anche altre sedi. Vengono da Varese, Melano, Siena, Comunanza, Pero e Cassinetta.

Ci sono anche delegazioni di lavoratori di altre aziende e dell’Embraco di Torino. Circa 500 persone hanno sfilato in corteo dalla stazione di Mergellina fino alla sede del Consolato, dove consegneranno un documento con la richiesta di intercedere per evitare la chiusura del sito e il rispetto degli accordi del 2018, con un piano industriale che prevede investimenti in tutti gli stabilimenti italiani per 250 milioni di euro.

Il corteo, partito dalla stazione di Mergellina ha raggiunto la sede del Consolato statunitense. Gli striscioni sono stati sistemati sulla strada, poco distanti dal Consolato. Sono stati accesi fumogeni e intonato l’inno nazionale. “La vertenza non è solo Napoli, ma dell’intero Paese – ha affermato – Non si può pensare che le multinazionali possano decidere di fare il bello il cattivo tempo nella gestione delle strategie industriali”.

Pubblicato da Bruno Sannino su Giovedì 23 luglio 2020

“Quella di oggi è una grande manifestazione che vede partecipare i lavoratori di tutta Italia – ha aggiunto – questo per dare il senso che non è una vertenza locale, ma nazionale”.

“Napoli – ha sottolineato – è il centro di una idea sindacale di sviluppo industriale che oggi manca e il Governo non sta affrontando”.

“Siamo preoccupati perché il disimpegno nel settore industriale si sta manifestando danni – ha concluso – Non è oggi Napoli, ma un declino inesorabile che si manifesta danni e il problema è che il Governo su questo è assolutamente assente”. 

Al termine della manifestazione una delegazione di Fim-Fiom-Uilm Nazionale in rappresentanza dei lavoratori e lavoratrici di Whirlpool è stata ricevuta dal Console Americano Patrick C. HORNE.

“Allo stesso -viene spiegato- abbiamo presentato la richiesta di intervento e sensibilizzazione nei confronti della Multinazionale Americana affinché ritorni sui suoi passi e ritiri l’idea folle di chiudere lo stabilimento di Napoli. Il Console si e’ dimostrato molto attento e ha dichiarato che trasferir° all’Ambasciatore Americano le nostre richieste invitandoci anche a inviargliele per iscritto”

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