Whirlpool sale la tensione: occupata la stazione centrale

Una assemblea davanti allo stabilimento Whirlpool in via Argine e poi la decisione di scendere in corteo. Una manifestazione che ben presto si è avvicinata alla stazione centrale occupandola. È un’azione per lanciare un segnale forte e chiaro al Governo. Nessuno si può lavare le mani.

È il tempo delle responsabilità. Un avvisaglia dell’appuntamento di giovedì prossimo e dello sciopero generale di quattro dell’industria e del terziario nell’area metropolitana di Napoli contro la chiusura della Whirlpool e per un piano di sviluppo per Napoli e per il Mezzogiorno. La protesta, proclamata da Cgil Cisl e Uil di Napoli, non riguarderà i lavoratori dei servizi pubblici.

L’appuntamento è alle ore 9,30, si terrà, nel pieno rispetto delle norme anti-Covid, una manifestazione in piazza Dante che raccoglierà le testimonianze dei lavoratori dei settori in crisi, dei segretari delle tre organizzazioni e delle categorie dei metalmeccanici, Fim Fiom e Uilm, che giovedì 5 novembre scioperano per il rinnovo del contratto di lavoro.

“E’ un momento decisivo per il Paese e per il Mezzogiorno – hanno spiegato in una conferenza stampa i segretari generali di Cgil Cisl Uil Napoli, Walter Schiavella, Gianpiero Tipaldi e Giovanni Sgambati – non solo per gli effetti della crisi pandemica, che da noi ha allargato le diseguaglianze e ha evidenziato le differenze anche sul piano della tenuta dei servizi. Napoli non può perdere nessun posto di lavoro e non può perdere un presidio importante per il Mezzogiorno e per Napoli come quello della Whirlpool”.

“Abbiamo ottenuto una proroga del blocco dei licenziamenti, ma non basta – hanno aggiunto Schiavella, Tipaldi e Sgambati – dobbiamo difendere il lavoro, non si può vivere solo di reddito di cittadinanza. Scioperiamo non solo a sostegno della vertenza Whirlpool, ma anche delle tante vertenze presenti sul territorio. Inoltre, in questa fase delicata, dobbiamo pretendere una vera, dignitosa assistenza sanitaria che la Regione non ci sta garantendo”.

“Scioperiamo – hanno concluso i segretari generali di Cgil Cisl Uil di Napoli – per difendere le ragioni dello sviluppo, a partire dalle proposte contenute nella nostra piattaforma unitaria, che si possono tenere insieme sia con il mondo del lavoro, ma anche attraverso una grande coesione delle istituzioni. Napoli non può perdere la sua attività produttiva”.

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