Blitz anticamorra, nel mirino il clan capeggiato da Alessandro Giannelli

È una mazzata il blitz scattato alle prime luci dell’alba dei Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli, su richiesta della distrettuale antimafia. L’opeazione sta interessando Napoli, Caserta e Roma.

Le indagini hanno ricostruito la piena attività operativa del clan operante nelle aree urbane di via Cavalleggeri, via Coroglio, Agnano e Bagnoli nel settore delle estorsioni e del narcotraffico. Controllo anche sui parcheggiatori abusivi.

Estorsioni, spaccio di droga e controllo dei parcheggiatori abusivi. Sono le “attivita” principali del clan capeggiato da Alessandro Giannelli orbitante nei quartieri della periferia Occidentale della città di Napoli e con robusti interessi anche a Caserta e Roma.

L’inchiesta, ha messo a fuoco lo scontro con il gruppo Esposito – Nappi – Bitonto, attivo nello stesso contesto territoriale. Entrambe le organizzazioni criminali rientrano nella sfera d’influenza e di controllo del clan Licciardi, famiglia di spicco dello storico ‘cartello’ denominato Alleanza di Secondigliano.

In queste dinamiche rientra l’omicidio di Rodolfo Zinco, il 22 aprile 2015, utile ai Giannelli per riaffermare il loro predominio in quell’area; ma c’e’ anche l’agguato non mortale ad Alessandro Giannelli e Roberto Pinto, riconducibile a controversie sorte per il controllo del traffico di droga in contrapposizione con la ‘famiglia’che fa capo ad Agostino Monti e ad un’azione di intimidazione armata commessa da affiliati ai Giannelli, l’esplodendo colpi di kalashnikov verso abitazioni riconducibili alla famiglia Monti.

Al centro della contesa tra gruppi camorristici, il controllo dei lucrosi mercati criminali esistenti nell’area flegrea, dalle estorsioni ai danni di imprenditori e commercianti, alla vendita di sostanze stupefacenti e alla gestione mafiosa dei parcheggi abusivi su suolo pubblico in prossimita’ dei locali notturni in una zona molto frequentata della movida soprattutto estiva.

Persone del clan provvedevano sia al controllo dei parcheggiatori abusivi, che agivano secondo le precise indicazioni del clan, sia al controllo del territorio, fino alla retribuzione dei parcheggiatori stessi, giornaliera o settimanale, oppure con una percentuale sull’incasso, stimato in 1500-2000 euro a parcheggio nelle serate di maggiore affluenza. Gli incassi erano riversati nelle casse della cosca.

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