Troppi stranieri a dirigere i siti culturali italiani? Il ministro Sangiuliano: “Conta siano bravi. Per capirci, non esiste il sovranismo nei musei”

“Abbiamo riaperto da poco la casa dei Vettii a Pompei e devo dire l’attuale direttore del Parco archeologico di Pompei, Gabriel Zuchtriegel, tedesco anche se ora ha preso la cittadinanza italiana, è un’eccellente persona, prima ha diretto Paestum ora è a Pompei. Ma è sorprendente che le prime nove istituzioni culturali italiane siano tutte quante dirette da stranieri saranno degnissime. Ma faccio un esempio: la Scala, il Teatro San Carlo di Napoli , gli Uffizi, il Museo nazionale romano, Capodimonte, il Maggio fiorentino, 9-10 istituzioni italiane di primo livello hanno tutte quante direttori stranieri. Questo mi sembra sorprendente anche rispetto alla tradizione di studi che abbiamo in Italia, le maggiori università italiane hanno eccellenze nel campo degli studi archeologici, dell’arte e della musica e quindi mi sembra strano”.

Lo ha detto il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano in diretta nel corso della trasmissione Zapping su Rai Radio 1.

Alla domanda se sia necessario rivedere i criteri di selezione ribatte: “No, i meccanismi resteranno quelli, vedremo”.

“Non c’è nessun pregiudizio nei confronti degli stranieri e cioè: se uno straniero è bravo, ha un curriculum d’eccellenza, ha dimostrato nella sua vita una capacità direttiva e manageriale oltre che una grande conoscenza artistico culturale resterà al suo posto, non c’ è problema. Non esiste il sovranismo nei musei, per capirci” – conclude Sangiuliano -.

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