È stato il deputato dei Verdi Francesco Emilio Borrelli ad iniziare una vera e propria crociata contro l’illegalità di via Caracciolo. Ne ha ricevuto minacce e aggressioni a tal punto, nonostante fosse scortato, di allontanarsi a tutela della propria incolumità. È un verminaio di abusi, illegalità diffusa e situazioni poco chiare per usare un eufemismo, visti i titolari ed i frequentatori dei chioschi del Lungomare.
L’assessore alla Legalità del Comune di Napoli, il prefetto Antonio De Iesu, nei giorni scorsi aveva annunciato pugno duro: “Nessuno dei 19 chioschi presenti sul lungomare, verosimilmente, è regolare: sono tutti abusivi”. Ed aveva promesso senza tentennamenti: “Entro la fine di quest’estate i chioschi potrebbero essere tutti chiusi: i controlli proseguiranno a tappeto, a ripartire dai prossimi giorni”.

Il rappresentante dell’assessorato alla Legalità di Palazzo San Giacomo ha mantenuto il proponimento, in mattinata è scattato un nuovo blitz. Nel mirino i chioschi da via Nazario Sauro fino a Largo Sermoneta. Tolleranza zero per chi abusivamente vende taralli, patatine, bibite e alcolici tra Mergellina, via Caracciolo senza avere le carte in regola. Caccia anche a parcheggiatori e ormeggiatori abusivi, il più delle volte ‘lavorano’ insieme.
La Polizia Municipale, su delega della Procura della Repubblica, insieme agli agenti della Questura di Napoli, all’ufficio antiabusivismo e ai tecnici dell’ABC e dell’ENEL, ha messo in atto una serie di controlli che hanno colpito ulteriori 5 chioschi che sono stati tutti sequestrati sia per abusivismo edilizio perché ancorati a terra che per occupazione abusiva di suolo pubblico con due sequestri penali.

Tutti i chioschi erano sprovvisti di autorizzazione al commercio in sede fissa e quindi è scattato il sequestro amministrativo. Il report è stato trasmesso alla quinta sezione della Procura della Repubblica presieduta dal Procuratore Aggiunto Ricci. Ricordiamo che già in precedenza lo scorso 13 giugno sempre la polizia locale, polizia di Stato, carabinieri e guardia di finanza hanno sequestrato cinque chioschi, in cui sono state riscontrate “violazioni al codice penale (scarichi abusivi a mare e opere edilizie abusive) e violazioni amministrative (carenti delle autorizzazioni al commercio fisso e autorizzati solo al commercio itinerante)”.
Non bisogna dimenticare che la sera del il 20 marzo 2023, Francesco Pio Maimone fu ucciso proprio davanti ai chioschi di Mergellina e il titolare convocato in Procura per fornire la propria testimonianza dopo varie assenze ingiustificate, una volta accompagnato dalle forze dell’ordine ha ritrattato la sua iniziale versione. Controlli potrebbero essere estesi anche agli gestori dello Chalet che spesso non rispettano le regole e contribuiscono a creare caos a Mergellina non disciplinando la propria clientela.















































































































































































