La sparatoria di giovedì 4 luglio in via Leopardi nel quartiere Fuorigrotta a Napoli dove due scooter con quattro persone in sella si sono inseguiti e esplosi tre, quattro colpi di pistola, mettendo a rischio l’incolumità pubblica. Erano le ore 19 e c’era tanta gente in strada. L’episodio potrebbe essere legato a un agguato fallito accaduto lo scorso 24 giugno nei pressi di piazza San Vitale.
Ieri sera in manette sono finiti Manuel M., 27 anni e il 18enne, Alessio F.. Sono sospettati di essere proprio gli autori del fallito agguato del 24 giugno in piazza San Vitale. Sono accusati di tentato omicidio aggravato dal metodo mafioso. Nei prossimi giorni saranno sottoposti all’udienza di convalida del fermo davanti al Gip. La Dda della Procura di Napoli ritiene che il raid è collegato a dinamiche del clan capeggiato da Vitale Troncone, il boss che si oppone a qualsiasi sconfinamento di gruppi malavitosi non del territorio.

Attualmente il boss e il figlio sono detenuti per una storia di racket imposto a degli ambulanti che vendevano gadget del calcio Napoli. La tensione nell’area Flegrea è altissima. È in corso una guerra a bassa intensità che in poco meno di quattro anni ha lasciato sul selciato 5 morti e diversi feriti: come lo stesso boss Vitale Troncone. Era il 23 dicembre 2021 i killer sparano al volto di Troncone mentre si trova fuori al suo bar in via Caio Duilio. Lo scenario è di una guerra portata avanti dalle giovani leve, inesperte e sempre con il dito sul grilletto.
Si spara a vista contro i rivali e contro chi tenta di invadere il territorio. Poco importa se ci sono persone in strada, in piazza come è accaduto in piazza Italia dove fu ferita una mamma mentre guardava sua figlia giocare alle giostrine. Senza dimenticare le ‘stese’, con raid con colpi di pistola esplosi in aria, per intimidire e avvertire chiunque pensi di entrare dentro Fuorigrotta.
Situazione pericolosissima, una deriva gangsteristica che ha spinto la Procura di Napoli ad accelerare il provvedimento di fermo urgente per i due giovani, uno dei quali imparentato con Vitale Troncone. L’incubo faida incombe non solo a Fuorigrotta ma a cascata su Cavalleggeri, Bagnoli, Agnano e Soccavo. Situazioni criminali che s’intrecciano e mettono paura. E c’è chi vive nell’area occidentale della città con la paura addosso. Si esce di meno da casa, si evitano zone dove abitano esponenti di rilievo dei clan oppure dove ci sono capannelli di giovani accanto a potenti scooter. C’è chi, invece, si è allontanato dal quartiere per il timore di episodi armati come quello accaduto lo scorso giovedì in via Leopardi. Preferisce prendere un gelato, mangiare una pizza o fare shopping lontano dalle pericolose strade e piazze dell’area Flegrea.















































































































































































