È drammatico il bilancio finale della tragedia di Saviano, in provincia di Napoli, il crollo della palazzina di due piani in via Tappia ha lasciato sotto le macerie quattro persone: una bimba di 4 anni, il fratellino di 6, la mamma e la nonna paterna.
Ricoverati restano i sopravvissuti: un bimbo di 2 anni e il suo papà. L’ultima vittima è stata estratta dalle macerie ieri sera dopo mezzanotte: si tratta di Autilia Ambrosino, 80 anni, madre di Antonio Zotto, 43 anni, ricoverato all’ospedale Cardarelli nel reparto grandi ustionati.
È intubato ed in pericolo di vita. Il figlio di 2 anni è, invece, ricoverato al reparto di ortopedia dell’ospedale Santobono, unico sopravvissuto dei tre bambini. Lo scoppio di una bombola di gas avvenuto domenica mattina alle sette ha distrutto l’intera famiglia Zotto. I primi ad arrivare sul luogo del disastro sono due carabinieri del Radiomobile.
La scena che si schiude al loro sguardo è catastrofica : macerie, polvere, calcinacci sparati a centinaia di metri di distanza dalla deflagrazione dell’esplosione. I due militari dell’arma a mani nude, tolgono i calcinacci in direzione dei lamenti nel frattempo che arriveranno i vigili del fuoco e la protezione civile. È straziante. Antonio Zotto in lacrime sepolto sotto una montagna di pietre con un filo di voce dice al brigadiere Michele Conte che c’è la sua famiglia sotto le macerie.

Gli unici superstiti tirati fuori saranno lui e l’ultimo figlio Gennaro di due anni. Una giornata convulsa, drammatica con pompieri, protezione civile, forze dell’ordine che non si fermano un attimo. Alla fine saranno estratti dalle macerie e privi di vita: Vincenza Spadafora di 41 anni, e altri due bambini: Autilia Pia e Giuseppe, rispettivamente di quattro e sei anni. Poi toccherà a Autilia Ambrosino, 80 anni, che abitava al piano rialzato dove sostengono gli investigatori si sarebbe sprigionata la fuga di gas e l’esplosione.
Sul posto arriva il prefetto di Napoli, Michele di Bari, che rimarrà fino a sera a coordinare le operazioni di soccorso. Anche lui è provato, di fronte a tanto scempio. La tensione è altissima. Sul posto è presente anche il procuratore della Repubblica di Nola, Marco Del Gaudio con il sostituto di turno. Si cerca di ricostruire come e perché possa essersi consumata una simile tragedia. L’esplosione è stata così violenta da polverizzare anche gli infissi e le vetrate delle abitazioni confinanti, l’esplosione si è avvertita fino al comune confinante di Scisciano.














































































































































































