Slitta la nomina di viceministri e sottosegretari. Fumata nera e altre 24 ore di riflessione e confronto per individuare i nomi adatti. Il premier Giuseppe Conte voleva già la lista ma e forze politiche non sono riuscite a fare sintesi.
Il consiglio dei ministri oggi è durato una manciata di minuti, giusto il tempo di comunicare che i nomi definitivi non c’erano. L’ufficializzazione però potrebbe avvenire in mattinata. Anche perché nel pomeriggio il presidente del Consiglio è atteso nelle zone del terremoto.

In pratica Pd e M5S litigano su alcune poltrone ma i guai sembrano più interni al mondo grillino. Il capo politico Luigi Di Maio, a muso duro, rivolto a chi pressava per un posto al sole sbottò: “Non siamo un ufficio di collocamento”.
Pentastellati e dem litigano tra loro per i posto chiave all’Economia e all’Interno. Poi c’è il nodo dell’editoria con l’accompagnamento alla porta di Vito Crimi, quello che vuole tagliare i fondi a tutti e chiudere Radio Radicale e quelle della delega al Turismo che qualcuno vorrebbe scippare a Dario Franceschini.
Ci sono poi le pressioni degli ex ministri del M5S che vorrebbero rientrare nel governo nel ruolo di sottosegretari.

Come Barbara Lezzi o Elisabetta Trenta. Poi c’è una lite tra Laura Castelli e Stefano Buffagni sul ruolo di vice ministro all’Economia.
E Matteo Salvini approfitta e nel corso di un comizio in Umbria grida dalla piazza di Orvieto: “Gli può andare bene a Roma per qualche tempo. Si stanno scannando anche stamattina per 40 poltrone da sottosegretari”.
Poi la bordata del capo della Lega: “Dopo neanche una settimana al governo già si scannano per la distribuzione delle poltrone. Presidente Mattarella, davvero gli Italiani meritavano uno schifo simile?”.
Pier Paolo Milanese












































































































































































