“il Casalese”, al rogo


A chi fa paura “Il Casalese” – ascesa e tramonto di un leader politico di Terra di lavoro? Il libro edito dalla piccola casa editrice “Cento Autori” di Pietro Valente racconta – senza censure – l’escalation della famiglia del disonorevole deputato Nicola Cosentino, ex sottosegretario all’ Economia con delega al Cipe, ex potente coordinatore regionale del Pdl che per ben due volte ha scansato il carcere grazie alla Camera dei Deputati che non ha concesso l’autorizzazione a procedere. Personaggio controverso e definito dal giudice dell’udienza preliminare “Il referente nazionale del clan dei Casalesi”.

All’ombra dell’enorme potere accumulato da Nik ‘o Mericano si snoda una famiglia-azienda tentacolare con forti interessi economici: negli idrocarburi, nell’energia e nel mercato immobiliare. E proprio Giovanni Cosentino, uno dei fratelli del deputato del Pdl, titolare delle aziende: Aversana Petroli e l’Ip Service, considerate la cassaforte di famiglia ha intentato una causa contro l’editore e gli autori de “Il Casalese”.

L’agguerrito pool di legali nella denuncia contro Cento Autori e lo stampatore chiedono un milione e duecentomila euro di risarci- mento danni, il sequestro del libro su tutto il territorio nazionale e la sua distruzione. Scrive bene il presidente della Fondazione Libera Informazione, Santo della Volpe : “Quel che succede al libro ‘Il Casalese’ è l’esempio non solo dell’arroganza del potere  e della protervia politica della intera famiglia del personaggio in questione: è il sintomo di una pericolosa deriva della libertà di stampa nel nostro paese. Usata come un’arma per ferire e colpire, per il metodo Boffo e la macchina del fango, ben conosciuta dall’on.

Cosentino (come sa l’attuale presidente della Regione Campania):  ma vista come una libertà da imbrigliare se osa toccare, investigare sul ricco e potente uomo politico amico degli amici. Il Casalese, appunto”. Chiedere la distruzione di un libro – attaccano gli autori – è come chiedere in tempo di democrazia l’adozione di un  provvedimento nazista. Insomma vicenda alquanto paradossale. Nell’Italia della caduta degli Dei pare ci siano ancora cognomi che non possono essere nominati invano. Senza scomodare Ray Bradbury e il suo Fahrenheit 451, più banalmente l’editto casertano certifica, non avevamo dubbi, il crepuscolo dei Cosentinos.

Claudio Riccardi

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