Catturati gli assassini del vice brigadiere. Volevano recuperare i 100 euro spesi per una dose di droga rivelatasi una aspirina

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Sono stati catturati i presunti autori dell’omicidio del vice brigadiere Mario Rega Cerciello , 35 anni, colpito questa notte con 7 coltellate di cui una dritta al cuore.

Si tratta di due cittadini americani, uno dei due avrebbe ammesso le proprie responsabilità, affermando di essere lui l’autore materiale dell’accoltellamento. Si tratta della persone con i capelli mesciati apparso in una foto e ripreso da alcune telecamere.

I due sono stati portati al nucleo operativo dei carabinieri di via In Selci dove si è svolto l’interrogatorio ad opera del procuratore aggiunto Michele Prestipino, dell’aggiunto Nunzia D’Elia e del pm Sabina Calabretta.

Sarebbero stati incastrati dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza e da alcune testimonianze.

Sono due ventenni americani fermati nell’ambito delle indagini sull’omicidio del vice brigadiere Mario Cerciello Rega.

I due studenti statunitensi sono stati interrogati nella caserma dei carabinieri di via Inselci.

I due sono stati rintracciati in un albergo poco distante dal luogo dell’aggressione.

Erano in cerca di droga a Trastevere ma la sostanza acquistata era semplice aspirina: perciò hanno rubato la borsa del pusher nel tentativo di recuperare i soldi.

Questa la dinamica della vicenda che ha portato all’omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega.

In base a quanto ricostruito dagli inquirenti i due ragazzi americani si erano recati a Trastevere per acquistare sostanze stupefacenti: dopo essersi resi conto di essere stati ingannati, hanno strappato la borsa allo spacciatore che conteneva il suo telefono cellulare.

L’uomo ha quindi contattato i due chiamando il suo numero di telefono per avere indietro la borsa. Il pusher avrebbe poi chiamato il 112 per comunicare che era stato scippato e che si era accordato con i due americani per la restituzione della borsa.

A questo punto, all’orario stabilito i due carabinieri, in borghese, si sono recati in via Pietro Cossa. Lì hanno incontrato i due ragazzi con i quali è scoppiata una violenta colluttazione durante la quale il vicebrigadiere è stato colpito con otto coltellate risultate poi fatali.

Sembra che il cerchio si sia chiuso. Nel corso di una giornata drammatica e frenetica anche sotto l’aspetto investigativo sono state fermate inizialmente anche altre persone indiziate dell’omicidio del carabiniere. In particolare sono stati bloccati quattro cittadini di origine marocchina e uno di origine algerina.

Sottoposti ad accertamento i quattro cittadini dopo tutti gli approfondimenti del caso sono stati rilasciati perchè non c’entravano nulla.

Rabbia tra i colleghi del vice brigadiere ucciso e tanta solidarietà attorno alla giovane vedova del militare ucciso.

Ora tocca ai magistrati ricostruire tutte le fasi della brutale aggressione e il momento dell’accoltellamento.

Intanto a Napoli presso la Caserma Pastrengo carabinieri e polizia rendono omaggio al vice brigadiere Mario Rega Cerciello ucciso a Roma nell’esercizio del suo dovere con sette coltellate di cui una al cuore.

Le sirene d’allarme delle volanti e delle gazzelle hanno suonato insieme. Un momento molto toccante di fronte al sacrificio di un giovane servitore dello Stato.

Mario Rega Cerciello aveva un cuore d’oro quando non era impegnato in servizio era un volontario, faceva il barelliere, accompagnava gli ammalati a Lourdes e a Loreto e tutti i martedì andava alla stazione Termini per dar da mangiare ai bisognosi. La solidarietà la praticava non la predicava.

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