Giorgia Meloni, cacciata con sputi, insulti e minacce : “Livorno è antifascista”

Quello che sembra un vento di contestazione nelle piazze d’Italia, il riferimento è alle accese proteste di questi giorni, è solo apparenza. Se oggi nel mirino è finito il ministro dell’Interno Matteo Salvini, l’anno scorso è toccato a Giorgia Meloni, segretario del partito di Fratelli d’Italia.

(Foto Laura Lezza)

L’esponente politico si recò a Livorno per una serie di appuntamenti elettorali quando la sua auto – nonostante il cordone di sicurezza delle forze dell’ordine – entrò in contatto con esponenti e attivisti dei centri sociali.

Prima gli sputi, poi gli insulti e il lancio di bottigliette d’acqua. Una aggressione – secondo la Meloni – premeditata e organizzata.

Accadde l’anno scorso in piazza Garibaldi, nel quartiere popolare di Sant’Andrea, durante un incontro tra Meloni e residenti e commercianti, preoccupati per il degrado e l’abbandono della zona.

Alcuni manifestanti come da copione cantarono “Bella ciao” e intonarono cori come “Livorno è antifascista”. I contestatori esposero un cartello con la scritta “Livorno i fascisti non li vuole. Meloni vattene!”.

Ai vari appuntamenti elettorali successivi però Fratelli d’Italia ha sempre e solo incassato – anche in quelle zone con una tradizione rossa – importanti consensi.

Insomma, se oggi Salvini sembra aver perso il suo appeal è solo un gioco delle parti e niente più. Gli ultimissimi sondaggi danno ancora percentuali bulgare alla Lega e un significativo incremento di FdI e della Meloni. Numeri che spingono a intravedere sempre e solo una alleanza strategica tra Salvini e la Meloni.

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