Open Arms vince il braccio di ferro al Tar e fa rotta su Lampedusa. L’ira di Salvini si abbatte sul ministro Trenta che non firma

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La Oper Arms è da due settimane in mezzo al mare. A bordo 147 persone tra naufraghi e profughi, – ci sono 32 bambini, donne e anziani- in condizioni estreme.

Il ministro dell’Interno Matteo Salvini con estrema durezza continua a ribadire il suo no allo sbarco dei migranti a bordo di due navi ong spagnola. Nonostante il Tar del Lazio abbia deciso di sospendere il divieto d’ingresso nelle acque territoriali, il capo del Viminale si rifiuta nel modo più categorico di autorizzare lo sbarco.

Salvini contesta il provvedimento del tribunale amministrativo anzi propone un ricorso urgente al Consiglio di Stato. Il ministro dell’Interno non domo ha firmato un nuovo divieto di ingresso nelle acque territoriali italiane per la Open Arms.

“Finché sarò ministro non autorizzerò mezzo sbarco, farò di tutto perché Renzi e la Boschi non governino più in questo paese”, ha detto furioso Salvini durante un comizio a una iniziativa della Lega alla Spezia.

“Solo in Italia c’è una situazione di questo genere: una nave di una ong spagnola in acque maltesi per cui un giudice del Tar del Lazio dice che deve sbarcare in Italia. La mia risposta è no, no, no. Ne sono arrivati già a sufficienza di clandestini negli anni passati. Caro il mio giudice, lo stipendio te lo pagano gli italiani e devi difendere i confini italiani” ha poi rincarato la dose.

Una situazione che si è fatta ancora più complicata ed esplosiva perchè il ministro della Difesa – sempre più polemica con il collega di governo – ha inviato due navi della marina militare italiana che stanno scortando a distanza la nave di Open Arms.

L’iniziativa della Trenta nasce dal fatto che a bordo della nave ci sono dei minori e quindi quanto prima occorre effettuare il trasbordo di ben 32 minori. La Open Arms è da 14 giorni in navigazione in acque internazionali.

Il Tar, dice che la Ong spagnola, avrebbe disposto la sospensione del divieto non solo per la violazione delle normative internazionali ma anche evidenziando una “situazione di eccezionale gravità ed urgenza” dovuta alla permanenza da diversi giorni in mare dei 147 naufraghi a bordo.

“Siamo lieti di constatare come, ancora una volta, dopo il Tribunale per i Minori, anche il Tar abbia ritenuto di dover intervenire per tutelare la vita e la dignità delle persone – sottolinea Open Arms – e abbia riconosciuto le ragioni della nostra azione in mare, ribadendo la non violabilità delle Convenzioni internazionali e del diritto del mare”.

Nel frattempo la Spagna si sta mobilitando per mettere un punto alla crisi e accogliere i naufraghi.

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