Contestato Conte nel corso del discorso alla Camera. L’opposizione davanti Montecitorio con saluti romani e richiesta di elezioni libere

“Mai col Pd. Mai con i 5 Stelle” è la scritta impressa sulle magliette dei supporter di Fratelli d’Italia che impugnando il tricolore e con il sottofondo dell’Inno di Mameli gridano il loro dissenso nel giorno della fiducia del premier Giuseppe Conte.

Ci sono anche i militanti della Lega e una pattuglia di ‘Cambiamo’, la neo formazione capitanata da Giovanni Toti che hanno aderito all’appello di Giorgia Meloni.

L’affollato presidio fuori il Palazzo Montecitorio coincide con il ‘movimentato’ discorso del Presidente del Consiglio più volte interrotto da alcuni deputati specialmente quando il discorso ha toccato la materia dell’immigrazione.

Indisciplinati dai banchi dell’opposizione, in particolare il leghista Carlo Borghi, che spesso è stato ripreso dal presidente della Camera Roberto Fico.

Quest’ultimo più volte è stato costretto ad intervenire e richiamare l’ordine minacciando ammonizioni per consentire a Conte di continuare il suo discorso.

In piazza non manca qualche saluto romano e tanti slogan.

“Renzi, Di Maio, fuori dai coglioni, il popolo vuole libere elezioni”, scandiscono in coro e chiedono “elezioni subito contro i ladri di poltrone”.

Sul palco su cui campeggia lo slogan “In nome del popolo sovrano, no al patto della poltrona” saliranno anche Giorgia Meloni e Matteo Salvini.

Alla protesta non partecipa Silvio Berlusconi che proprio a Montecitorio i gruppi parlamentari azzurri per indicare la linea politica e coordinare un’opposizione che parte quindi dall’aula del Parlamento e non dalla piazza.

Pier Paolo Milanese

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